Quanto durerà la concordia politica? – di Marcello Sorgi

Mentre la Camera, a ranghi ridotti, senza i deputati delle zone rosse, approvava all’unanimità, in un raro momento di unità nazionale a cui all’ultimo momento ha deciso di unirsi anche Salvini, il primo scostamento di bilancio del governo per stanziare i fondi per i soccorsi più urgenti, il governo cominciava a mettere in cantiere il secondo. Quello che dovrebbe portare al 3,3 per cento il deficit, in deroga ai severi parametri di Maastricht che a questo punto per l’Italia non è più possibile rispettare.
Dietro questa svolta c’è un delicato lavoro di triangolazione tra il ministro Gualtieri, che sta mettendo a frutto tutta l’esperienza maturata nei suoi lunghi anni all’Europarlamento, la presidente della Commissione europea Von der Leyen, che ieri ha espresso pubblicamente la sua solidarietà all’Italia, e il commissario agli Affari economici Gentiloni, ufficiale di collegamento tra Roma e Bruxelles, con l’obiettivo di rendere possibile un piano da 25 miliardi, che in caso di necessità potrebbero arrivare anche a 30, per affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus. Sono cifre vicine a quelle rivendicate martedì dall’opposizione, e questo spiega l’inattesa disponibilità manifestata da Salvini nella votazione alla Camera.
Sotto traccia, infatti, e al di là delle dichiarazioni di propaganda, per la verità sempre più rare e sempre meno gradite da un’opinione pubblica molto allarmata dalla crescita dei contagi e dalla severità delle misure imposte (ma in Lombardia il governatore Fontana insiste per estendere a tutta la regione il codice rosso, cioè la chiusura di tutto tranne alimentari e farmacie), il dialogo tra maggioranza e opposizione prosegue, con una solidarietà obbligata dalla gravità degli eventi. Poi, saranno gli eventi a dire quanto potrà durare il clima di concordia. Le incognite, in prospettiva, sono due: i tempi dell’uscita dall’emergenza, legati a un’inversione di tendenza dei dati sui contagi e sulla progressiva estensione dell’epidemia. E la destinazione del fiume di denaro che, se l’Europa mantiene le promesse, l’Italia dovrebbe essere autorizzata a stanziare e a impiegare in funzione anti-crisi.

La Stampa

8 Commenti a Quanto durerà la concordia politica? – di Marcello Sorgi

  1. andrea dolci 12 Marzo 2020 at 12:10 #

    Non vedo una grossa novità: sono da sempre tutti d’accordo nel fare più debito come successo coi governi dal 96 in poi ad esclusione di quello Monti.
    Al massimo litigano su quanto debito in più fare.
    Spero che, passata la buriana, qualcuno inizi a riflettere su come sbloccare un paese da da oltre 25 anni è inchiodato sul posto con l’aggravante che nel frattempo avrà ancora più debito e un PIL che si è ridotto.
    Spero almeno che per allora i fautori della Decrescita Felice si siano resi conto che non c’è nulla di “felice” nell’essere con le pezze al sedere.

  2. Paolo Sovrani 12 Marzo 2020 at 13:07 #

    Veramente la Von Der Leyen oltre alla soidarietà ha anche detto che il governo italiano si sta comportando benissimo. Certo, pretendere che uno come Sorgi lo scriva è ridicolo. Però qualcuno lo deve ricordare.

  3. Paolo Sovrani 12 Marzo 2020 at 13:08 #

    Dire che è dal 96 che i governi si indebitano sempre di più è corretto ma incompleto. Il debito pubblico italiano si accumulò velocemente con Craxi negli anni ’80.

  4. Elide 14 Marzo 2020 at 10:25 #

    Vorrei sapere come mai fontana ( apposta con la minuscola) vuole chiudere tutto ma in Lombardia molte aziende di produzione abbigliamento , non certo un genere primario, sono aperte e non in tutte le regole di sicurezza sono rispettate. Non posso fare il nome delle aziende perchè lavoro nel settore.
    Inoltre vorrei sapere se tutti i soldi che stanno arrivando e che poi dovremo restituire, serviranno ancora per la nota sanità privata che in Lombardia è davvero un eccellenza, soprattutto per i vari scandali ( vedi San Raffaele e Maugeri) , per le cooperative che formisco manodopera a basso costo e per tutti gli ambulatori privati con contibruti statali,
    grazie ad una politica regionale veramente mafiosa, che è cominciata con formigoni, poi maroni ed ora fontana.
    A proposito di informazione, qualcuno mi spiega bene che fine hanno fatto e come vanno i conti negli ospedali privati sopra citati ? Grazie

    • Paolo Sovrani 14 Marzo 2020 at 12:01 #

      Giuro non sono io conun altro nick!!!! :-)
      Complimenti Elide, hai pefettamente ragione.

  5. Santalmassi 14 Marzo 2020 at 11:19 #

    Bellissime considerazioni, domande pienamente condivisibili.
    Gcs

    • andrea dolci 15 Marzo 2020 at 17:48 #

      Domande interessanti ma nel mio piccolo mi tengo stretto uno dei tre sistemi sanitari regionali meglio organizzati e con i costi pro capite più bassi.
      Al resto, se sono stati commessi dei reati, ci pensi la Magistratura che con il Celeste ha saputo fare un buon lavoro.

  6. Luciano Pecarollo 15 Marzo 2020 at 15:37 #

    Cara Eliide,tutto giusto quanto dici se non fosse che, corrotte o meno, le sanità Lombarda (iniziali maiuscole), Veneta e comunque del Nord sono eccellenze mentre Centro e Sud, cove probabilmente pensi, la corruzione non esista non spendono certo di meno ma sono….. quello che vediamo. Scandali? Basta non volerli vedere quando ci fa comodo. Basta ricordare le “mani pulite” … della sinistra all’epoca degli scandali o, più recentemente, Bibbiano o Salerno dove hanno voluto dirci che non era successo niente. O no?

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