Fa più paura il coronavirus o Giuseppe Conte? – di Giampiero Caldarella

Diciamoci la verità, il premier Conte non rappresenta direttamente nessuno, è figlio di un compromesso che fa ombra ai dirigenti del Pd e a quelli dei 5 stelle. In più questa alchimia parlamentare ha finito per “affamare” i sovranisti come Lega e Fdi e i “moderati” di Forza Italia.
Non c’è nessuno dietro a Conte. Eppure. Già, eppure è successo qualcosa che nessuno si aspettava in questi mesi. Difficile dirlo in poche righe. Da quello che appare finora, Conte si è dimostrato autorevole ed affidabile (cioè degno di fiducia) tanto di fronte alla presidenza della Repubblica che di fronte alla comunità internazionale.
Il problema “nella comunicazione” è qualcosa che ha radici molto più profonde e lontane. Fino a meno di un anno fa sembrava che buona parte degli italiani preferisse essere guidata da personaggi che invocavano “pieni poteri” lasciando intendere che solo una svolta autoritaria poteva salvare la situazione. Il tutto in nome di un sovranismo che già era chiaro come fosse del tutto inadeguato in tempi di globalizzazione ed accordi internazionali. Oggi che si parla di pandemia, a maggior ragione il sovranismo sembra una barzelletta. Dove sono i sovranisti alleati dell’opposizione? L’America di Trump che cerca di avere il vaccino in esclusiva? I paesi del blocco di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca) che bloccano gli aiuti destinati all’Italia? La Gran Bretagna che fa più giravolte di un ballerino di Flamenco?
Per dirla tutta anche i Paesi a vocazione “europeista” come la Germania e non solo hanno mostrato ancora una volta il loro volto spietato dimostrando di non aver capito che andando in ordine sparso si può realizzare un guadagno immediato ma a medio e lungo termine ci si può solo perdere. La Germania, prima esportatrice d’Europa, attua un blocco su prodotti medicali e sanitari vitali per i paesi alleati. I paesi ricchi possessori di parte del debito italiano -e non solo- non intendono rinunciare ai loro guadagni speculativi sullo spread. E tanto ci sarebbe ancora da dire.
Tornando a Conte, in questo quadro frastagliato, lui ha molto meno potere di tanti leaderucoli presenti oggi in Italia, non ha i voti ma allo stesso tempo è qui che sta la sua forza. Infatti non ha da difendere interessi di parte, cioè di partito, di bottega.
E noi? E la democrazia? In questo momento dovremmo accontentarci di avere avuto la fortuna di trovare una persona non solo intelligente e coi nervi saldi ma anche tenace. Comprensibilissimo pertanto che l’opposizione vada di matto, ma su questo dovremmo fare un ulteriore sforzo di comprensione. Perché? Perché il centro degli attacchi è sempre e solo lui e non il centrosinistra corrotto, i comunisti, i bolscevichi, gli incapaci dei 5 stelle e giù con tutte gli appellativi usati in questi ultimi anni di “comunicazione equilibrata e corretta”?
Risposta semplice diranno in tanti. Perché lui è il presidente del Consiglio. No, mi spiace, non credo sia così. Conte è il primo premier italiano a dimostrare con la sua fisicità che si può governare e cercare di farlo bene avendo le mani sciolte, non venendo da una lunga carriera politica e fottendo in curva quanti sono cresciuti a forza di stipendi parlamentari, agganci politici e compromessi di ogni tipo. E’ la prova vivente che il Salvini di turno, da oltre 25 anni in Parlamento sulle spalle degli italiani non debba per forza diventare un highlander della poltrona come Napolitano, che non è insostituibile. Per dirla con le parole di Alberto Arbasino, spentosi domenica scorsa, tante “brillanti promesse” della nostra classe politica, temono di essere riconosciuti come i “soliti stronzi” e di non conquistare mai il rango di “venerati maestri”.
Questo credo li faccia incazzare più di ogni catastrofe prospettata da chi ha un pensiero politico diametralmente opposto. Poi la deriva autoritaria prospettata da chi ha opinioni di destra -e in questi giorni si sono visti pure inquietanti segnali di prospettive “militari”- mi fa un po’ ridere. Come mi fa ridere l’appello a riempire le aule parlamentari da chi in questi anni come Salvini è stato attaccato in Italia e in Europa per il suo assenteismo.
Forse qualcuno dovrebbe consigliargli un buon psicoterapeuta.

7 Commenti a Fa più paura il coronavirus o Giuseppe Conte? – di Giampiero Caldarella

  1. danielsun 24 Marzo 2020 at 16:02 #

    analisi arguta. seppur a tarda notte , ma decide! ha accettato aiuti dai nemici cattivi (cina,russia e cuba), è passato sopra al tradimento dei finti amici(francia, germania) . mi sembra un film dela serie privati…. avanti conte, portaci fuori dalla battaglia e dalla tempesta. nella quiete faremo i conti.

  2. andrea dolci 25 Marzo 2020 at 09:53 #

    Conte è meglio di Salvini ? Certo che sì ma verrebbe da dire: sai che sforzo !
    Per il resto mi sembra un malfatto articolo apologetico. Conte per esperienza e formazione è palesemente inadatto ad un ruolo che, gli va dato merito, sta cercando di svolgere al meglio. Conte non ha alcun peso internazionale tant’è alla bisogna deve alzare il telefono il PdR. Conte ha anche la debolezza di avere un Ministro degli Esteri neofita che ha passato gli ultimi mesi ad intessere relazioni con la Cina invece che con i colleghi europei.
    Teniamoci questo governicchio fino alla fine dell’emergenza e facciamocelo andare bene pensando a cosa sarebbe successo con un Salvini a Palazzo Chigi ma un secondo dopo lo si sostituisca con qualcuno preparato ed veramente autorevole.

  3. Carmelo 26 Marzo 2020 at 10:56 #

    Io salvini lo ringrazio per aver rotto il sodalizio col Di Maio dal mare. Se così non fosse non so in che situazione orrenda ci troveremmo.
    Quindi, meno male.

  4. gianpiero caldarella 26 Marzo 2020 at 19:33 #

    Gentile signor Dolci, l’autore del “malfatto articolo apologetico” avrebbe qualcosa da dirle e cioè che se ogni volta che le capita di leggere o sentire un’opinione diversa dalla sua reagisce in questo modo, allora mi viene da pensare che Salvini non è il solo a dover fare degli sforzi per mettersi alla pari di chi ha ben altri strumenti di analisi e visione della realtà. Detto ciò, pur condividendo la debolezza di Di Maio nel ruolo di Ministro degli Esteri, temo che il suo commento non tenga conto della realtà per quella che è ma si basa su una realtà che non esiste, per l’appunto quella che lei auspica. Come se non avessimo vissuto gli ultimi anni di colpi bassi e politica urlata, come se l’Italia pullulasse di gentleman disposti a comprendere e ad operare per il bene comune senza interessi personali o di lobby e come se questa autorevolezza fosse riconosciuta in modo unanime senza doversi prima sporcare le mani. Non vorrei essere cattivo, i conti su come ha operato questo governo si faranno solo alla fine di quest’emergenza. Io non ho gli strumenti né la sfera magica per capire se e come terrà all’impatto di una prova tanto difficile, eppure il benservito che lei auspica per Conte mi ricorda quello riservato a tanti personaggi che si sono spesi per questo Paese e poi sono stati messi in un angolo. Giovanni Falcone, per fare solo un nome, e non mi riferisco a fatti di sangue ma alla “mano gentile” di quanti all’interno dello Stato hanno paura di perdere anche solo una tacca del loro potere, quel potere che mai ha avuto il bisogno di nutrirsi di autorevolezza, ma solo di solide gerarchie e carte bollate. Le auguro una buona serata

    • andrea dolci 26 Marzo 2020 at 23:03 #

      Conte come Falcone ? Vabbè, allora vale tutto.
      Io spero solo che questa catastrofe ripulisca la classe dirigente del Paese da dilettanti ed incompetenti perché per guidare un nave in mezzo ad una tempesta non basta coraggio e buona volontà ma evidentemente c’è chi la pensa diversamente.
      Rispetto la sua opinione ma mi permetta di dissentire.

      • gianpiero caldarella 27 Marzo 2020 at 10:36 #

        Non era poi così difficile e la ringrazio per il cambiamento di tono nel suo ultimo commento. Inoltre credo che gli apprezzamenti lasciano sempre il tempo che trovano mentre le critiche aiutano a rivedere le proprie posizioni e danno qualche occasione in più di capire se e dove si è fatto un passo falso. Ulteriore motivo per ringraziarla.
        Chiarito questo, ed entrando nel merito della sua ultima osservazione, non credo che Conte sia dotato solo di coraggio e buona volontà come lei crede.
        In merito al post catastrofe, invece, se mi fermo a ripensare a cos’era l’Italia prima di questa epidemia, mi viene in mente che i suoi mali peggiori stavano nella corruzione dilagante, nel nepotismo, nell’assenza di una meritocrazia, nella contiguità di una certa classe dirigente -politica ed imprenditoriale- con le mafie, e si potrebbe continuare a lungo. Prendersela solo con dilettanti ed incompetenti (che pure ci sono) mi pare solo un modo per stigmatizzare qualsivoglia tentativo di cambiamento non solo generazionale ma anche e soprattutto nei metodi di selezione della classe dirigente che abbiamo avuto in questo paese per decenni.
        No, non vale tutto, questo è certo, ma ci sono cose che valgono più di altre.
        Buona giornata.

  5. Paolo Sovrani 26 Marzo 2020 at 22:47 #

    Wow….questo fa male, eh?

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