La polemica sul ritratto di Leone X: si litiga anche sul trasloco di Raffaello dagli Uffizi a San Pietro – di Claudio Strinati

C’è un virus che affligge il nostro paese almeno quanto il corona virus. Uccide raramente e circola da tempo. Non è mutante. È contenuto in una moneta che si chiama il Potere. Inutile lavarsi le mani quando si adopera. Viene spesa in ogni ramo di attività e in ogni funzione, acquistando o perdendo valore. Massimo in campo politico e economico. Minimo in quello culturale. La moneta ha due facce. Su una c’è scritto: Poter Fare. Sull’altra c’è scritto ‘Poter impedire ad altri che non sia Io di Fare’. Si può spendere soltanto una delle due facce. Non tutte e due contemporaneamente. O la prima, o la seconda. Vi rientra l’episodio del comitato scientifico degli Uffizi che si dimette a seguito della concessione del prestito da parte del direttore degli Uffizi del ritratto di “Leone X con i cardinali” (olio su tavola di Raffaello Sanzio, conservato in Palazzo Pitti) alla imminente mostra su Raffaello Sanzio alle scuderie del Quirinale di Roma. Al direttore di un museo come gli Uffizi lo Stato concede un legittimo potere, la prima faccia della medaglia, perché l’esercizio della cosiddetta Cultura nel settore delle Belle Arti è uno dei campi privilegiati del Fare, come la Scienza, l’Industria, l’Economia, la Medicina e la Giurisprudenza. Lo Stato la conferisce a chi ha saputo meritarlo attraverso un ‘cursus honorum’ che in sé è un bene prezioso. Infatti quando ci occupiamo di queste cose usiamo la locuzione ‘Beni Culturali’.
Il direttore degli Uffizi partecipa in pienezza di potere alla preparazione della mostra di Raffaello alle Scuderie, per il quinto centenario della mostre dell’artista. La mostra sarà in uno spazio che più istituzionale non si potrebbe, perché affidato in gestione dal Presidente della Repubblica Italiana al ministro dei beni culturali. Quel Presidente della Repubblica che nel recente discorso di fine anno ha cominciato citando Raffaello e Leonardo da Vinci, glorie del nostro paese e patrimonio di tutti. La grande mostra commemorativa si è fatta l’anno scorso a Parigi e andrebbe benissimo se non si fosse creato un clima assai sgradevole di contrapposizione tra Italia e Francia dove sembrava che la Francia avrebbe speso e bene la prima faccia della moneta mentre l’Italia parve intenzionata a spendere l’altra, quella malefica, riuscendoci sia pure in parte.
Adesso per Raffaello la situazione è cambiata. È nata una strategia unitaria e si è stabilito di spendere la moneta utilizzandone solo la prima faccia. Poter fare, nel rispetto delle regole amministrative, della dottrina storica e giuridica, di chi sa e di chi è capace.
Però è proverbiale il fatto che nel nostro Paese la macchina del boicottaggio, che spende e spande l’altra faccia della moneta, viene attivata con pari legittimità e dignità apparenti. Così il comitato scientifico degli Uffizi si sarebbe espresso negativamente al prestito di un quadro che Raffaello dipinse a Roma su incarico di Papa Leone X onde venisse inviato a Firenze per una cerimonia nuziale rientrando poi a Roma per essere completato e quindi ritornare poi a Firenze dove infatti sta. È possibile che Raffaello si sarebbe assai rallegrato nell’apprendere torna per un po’ poi a Roma da cui era partita cinquecento anni fa. Il direttore degli Uffizi, il saggio e colto Eicke Schmitt, ha stabilito di includere quel quadro, sotto la sua autorità, nella mostra a Roma.
Ha speso la moneta del Poter Fare e ha fatto bene. Per il bene nostro e anche di quelli che lo criticano provando a spendere l’altra faccia della moneta. E hanno fatto male. A dimettersi, beninteso!

La Repubblica

3 Commenti a La polemica sul ritratto di Leone X: si litiga anche sul trasloco di Raffaello dagli Uffizi a San Pietro – di Claudio Strinati

  1. andrea dolci 26 Febbraio 2020 at 16:42 #

    Al di là della lotta di potere tra il Comitato e il Direttore, quello che mi ha lasciato perplesso è il motivo del diniego allo spostamento dell’opera, peraltro già previsto da tempo e motivato dal fatto che le Scuderie avevano pagato per il suo restauro. Io credevo che gli esperti fossero preoccupati da eventuali rischi per l’integrità del dipinto; leggo invece che si tratterebbe di opera “identitaria” per il museo, come dire che il museo senza quel quadro non sarebbe più lo stesso.
    Non oso immaginare cosa sia passato per la testa del Direttore nel sentire una cosa del genere.

    • Claudio Pizzorusso 29 Febbraio 2020 at 07:43 #

      Quando non si conoscono le situazioni, conviene tacere. Come Strinati, che manco sa dove si trova il Leone X.

      • andrea dolci 1 Marzo 2020 at 19:01 #

        Visto che sembra a conoscenza dei fatti sarebbe utile ed interessante avere informazioni più approfondite. Grazie in anticipo.

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.