Venti anni fa ad Hammamet morì Craxi – Intervista di Fabio Martini a una lucidissima testa di quel partito e di quel periodo: Rino Formica

“Riscoperta compassionevole, ma nessuno riflette su Bettino”.

La “riscoperta”, seppur controversa, della figura di Bettino Craxi e le file al cinema per “Hammemet” non convincono sino in fondo Rino Formica, che dice: «E’ in corso in questi giorni un atto liberatorio compassionevole. Si discute su come Craxi sia morto e perché non sia stato curato, ma si rimuove il problema vero: nel sistema di potere che si era formato in un Paese di frontiera come l’Italia, il Psi di Craxi esercitò un ruolo di anti-potere, proponendo elementi di dinamica e di rottura rispetto ai “blocchi” consolidati, interno ed esterno».
In questa “riscoperta” di Craxi, il Pd è del tutto assente: come mai?
«Il Pd come potrebbe mai dire qualcosa su una vicenda storica come questa? Il Pd – a ben vedere – è un figlio di nessuno, non se ne conoscono il padre né la madre. Quale è il suo Pantheon? Quali sono le sue radici? Qual è la sua storia passata da tutelare e da difendere, da correggere, da modificare e anche da ritrasmettere? Da cui ricavare le pulsioni positive e scremare quelle negative? Il Pd non ha collegamenti neppure con la storia del Pci, figurarsi se può esprimere una qualche idea su Craxi e sul nuovo corso socialista».
La Lega aveva annunciato grandi presenze ad Hammanet ma poi ci ha rinunciato….
«La Lega sta svolgendo un’attività per il post-2020. Fa sapere di avere qualche simpatia per Craxi per raccattare un po’ di voti, scommettendo su qualche frangia di refrattari del Nord, portati a pensare, be’ questi della Lega sono stati gli unici che sono andati ad Hammamet. Ma poi non hanno il coraggio di andare sino in fondo».
Neppure Berlusconi si farà vedere ad Hammamet…
«Non si fa vedere perché lui non ha ancora spiegato come mai nel 92-94 Mediaset faceva il tifo per la magistratura e Rete4 trasmetteva Mani pulite minuto per minuto. Nella storia che portò alla liquidazione del sistema dei partiti, assieme al pool di giornalisti, ci fu un pool di magistrati, dell’impresa pubblica, di quella privata. Il pool dei poteri esplosi che pensava all’autotutela e a scaricare le proprie responsabilità su un altro segmento di potere».
Su Craxi il govrno avrebbe potuto dare un segno di “vita” anche solo formale?
«Ma come avrebbe potuto? Il governo è frutto del caso. Di una casualità. Una coalizione che fino a 24 ore prima di nascere, non era concepibile, può esprimersi anche con singoli esponenti su una vicenda storico-politica del passato della quale è estraneo?».

La Stampa

2 Commenti a Venti anni fa ad Hammamet morì Craxi – Intervista di Fabio Martini a una lucidissima testa di quel partito e di quel periodo: Rino Formica

  1. Paolo Sovrani 20 Gennaio 2020 at 16:22 #

    Sarebbe carino parlare anche di Ania PIeroni e dei 100 milioni di lire mensili che riceveva la sua tv. Erano soldi spesi per il partito anche quelli? O magari quelli che spese Maurizio Raggio durante la sua latitanza. Parliamone pure, eh.

  2. claudio.oriente 20 Gennaio 2020 at 23:18 #

    Craxi è stato un capro espiatorio da colpire, da parte dei poteri forti internazionali, allora emergenti, per sconfiggere il vecchio sistema economico-politico italiano per farne venire fuori un nuovo sistema più liberista, più arrogante e più corrotto, ovvero la classe politica di oggi!

    Distinti saluti.

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