Quest’Italia non mi piace: editoriale di Giancarlo Santalmassi

Sarò breve.
Cosa non mi piace?
La citofonata di Salvini al portone di un giovane tunisino ritenuto un drogato o un trafficante su ‘delazione’ di una vicina.
e
lo “Juden hier” con tanto di stella di davide (‘qui c’è un ebreo’ scritto a vernice nera) sulla porta di una casa di Mondovì dove abita non una ebrea, ma una staffetta partigiana e dunque per questo finita a Ravensbrück in campo di concentramento.
Lidia Beccaria Rolfi fu così la prima donna a raccontare la condizione femminile nei campi di concentramento nazisti. Una testimonianza parallela, analoga a quella lasciataci da Primo Levi.
Lidia è morta 25 anni fa. Vorrei che tutta l’Italia civile, che non dimentica e non annega nella generale ignoranza che ci circonda facesse sentire la sua voce.
L’ignoranza genera mostri.
E nessuno se ne accorge?
QUESTA Italia non mi piace, perché non fa nulla per fermarsi sul piano inclinato che la sta facendo scivolare verso l’abisso.

Gcs

2 Commenti a Quest’Italia non mi piace: editoriale di Giancarlo Santalmassi

  1. LF 25 Gennaio 2020 at 21:40 #

    Direttore, la sua sensibilità ha ancora un riscontro nella realtà di questa Italietta ignorante e ignara di esserlo?

  2. Danielsun 26 Gennaio 2020 at 21:47 #

    La nostra incredibilmente flebile memoria umana ci fa perdere di vista il peccato,anche il più grande e cosi’ perdoniamo hitler mussolini franco vichy ,e quasi quasi i colpevoli sono loro, quelli che sono stati perseguitati, massacrati con il più crudele sadismo mai registrato. Col benestare del papa e di chi per lui. I libri di storia che spiegano queste cose alla stregua delle guerre puniche. Le nostre generazioni hanno nascosto tutto al gridi di” italiani brava gente” senza ammettere mai ufficialmente che siamo stati fautori in solido fi queste atrocita’. Gridiamolo senza paure, ieri ,oggi e domani , mai più al nazifascismo .

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