Checco Zalone: non andatelo a vedere. di Giancarlo Santalmassi

Sono andato a vedere Checco Zalone, o meglio Tolo Tolo. Ne sono uscito deluso, anzi nauseato. Non è il solito Checco Zalone, e a questo ero preparato: mi avevano avvertito. Il fatto è che è un brutto film, che allunga la serie delle pellicole che gli italiani non sanno fare. Tranne ‘Jeeg robot’ e ‘Il traditore’, non rammento altro negli ultimi anni.
C’ero andato suggestionato dall’ottima recensione di Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, che ne parla in modo entusiasta! In genere io non leggo mai le recensioni: un film lo vado a vedere al buio: prenderò anche delle sòle ma almeno non spinto da nessuno. Infatti l’ho letta dopo il film, incredulo.
Il film è sgangherato totalmente. Estenuanti inquadrature dal drone che segue il viaggio di una corriera stracarica di migranti che attraversa un eterno deserto. Finisce con un inutile e incomprensibile cartone animato.
Poi si scopre il conflitto di interessi. È infarcito di tv: di Giletti (‘Non è l’arena’, e ‘Tg la sette’ con Mentana – manca solo Lilly Gruber).
Dunque l’ignobile recensione in ginocchio di Aldo Cazzullo è bella e spiegata. Sono tutti esempi tratti da Cairo Editore, cioè dal proprietario del giornale e della 7. Poteva Cazzullo scrivere la verità?
Concludo: il film voleva essere antisalviniano. Gli è bastato essere un tipico prodotto dell’ignoranza e incompetenza a Cinque Stelle che ci avvolge.

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