Morte generale Soleimani: la precisione chirurgica dei droni di Trump allontana l’impeachment? Di Maurizio Molinari

«Sotto la direzione del Presidente, le nostre forze armate hanno compiuto un’azione difensiva decisiva per proteggere il personale degli Stati Uniti all’estero uccidendo Qassem Soleimani, capo della forza rivoluzionaria islamica Quds, un’organizzazione terroristica». Erano da poco passate le otto di giovedì sera a Washington quando il Pentagono ha confermato quello che tutti sospettavano: l’attacco notturno all’aeroporto di Baghdad era opera americana, il nemico numero uno – l’uomo forte del regime degli ayatollah – era stato ucciso. 
Morte Soleimani, Trump: “Abbiamo agito per fermare una guerra, non per iniziarla”. Con una precisione chirurgica un drone MQ-9 “Reaper” ha centrato con quattro missili le due automobili su cui viaggiavano Soleimani, un suo stretto collaboratore, il capo delle milizie irachene filo-iraniane Abu Mahdi al-Muhandis e altri quattro miliziani. Un’esplosione devastante, che ha ridotto quasi in cenere le due auto e reso irriconoscibili i corpi tanto che l’identificazione di Soleimani è stata possibile solo grazie al grande anello che portava sempre al dito.

Raid Usa a Baghdad, il momento in cui il missile colpisce il convoglio di Soleimani«L’Iran non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato!». Trump ha affidato a Twitter i commenti sul raid, rivendicando l’operazione militare «non solo per vendicarsi» degli ultimi attacchi contro gli Usa in Iraq ma soprattutto per «prevenire» un attacco imminente: «Soleimani ha ucciso o ferito gravemente migliaia di americani e stava pianificando di ucciderne molti altri. Era direttamente e indirettamente responsabile della morte di milioni di persone, comprese le migliaia che protestavano uccise in Iran». E parlando da Mar-a-Lago ha detto: «Il suo regno di terrore è finito». E poche ore dopo ha consegnato alla diplomazia svizzera (il Paese che cura gli interessi americani a Teheran) un messaggio per il regime degli ayatollah: «Siamo stati noi».
L’azione è stata decisa dopo due giorni di riunioni top secret. Alla fine hanno prevalso i falchi e la Casa Bianca ha dato il via libera. L’opzione dipendeva dall’arrivo del generale all’aeroporto, nel caso si fosse incontrato con esponenti del governo iracheno (formalmente alleato degli Usa) l’operazione sarebbe stata annullata.

Rompendo una lunga tradizione che (salvo rare eccezioni) vede nelle gravi crisi internazionali l’America politica unita in modo bipartisan chiunque sia alla Casa Bianca, ieri il Congresso si è profondamente diviso. «Soleimani stava pianificando un attacco di grande portata, minacciando centinaia di vite americane. Il presidente è stato informato ed ha agito», ha dichiarato il Segretario di Stato Mike Pompeo, raccogliendo il completo appoggio repubblicano. Dai leader democratici solo critiche: «È un’azione di guerra, il Congresso andava consultato» (Nancy Pelosi); «Trump ha lanciato un candelotto di dinamite in una barile di polvere da sparo» (Joe Biden); «Era un assassino ma Trump ha fatto una mossa sconsiderata» (Elizabeth Warren); «Siamo vicini ad una nuova guerra disastrosa» (Bernie Sanders). Critiche cui ha risposto seccamente il senatore repubblicano Lindsay Graham: «Apprezzo il fatto che il presidente abbia detto al mondo che non puoi uccidere impunemente un americano».
Da molti anni l’Intelligence Usa aveva messo a punto un piano per eliminare Soleimani, ma sia Bush che Obama non avevano dato il via libera nel timore di un conflitto più ampio. Nella serata di ieri dal Pentagono prima conferma di una escalation militare: 3500 soldati Usa verrano inviati subito in Medio Oriente.

La Stampa

2 Commenti a Morte generale Soleimani: la precisione chirurgica dei droni di Trump allontana l’impeachment? Di Maurizio Molinari

  1. Stefania 5 Gennaio 2020 at 18:53 #

    Signore le due parole mi disgustano e grande tanno di sangue di giovani militari. C’è un pazzo al comando di una nazione , che condizionerà il nostro futuro di europei, avremo profughi di guerra , che giustamente dovremo ospitare ( lo spieghi al cazzaro salvini) i nostri interessi economici in Iran il petrolio , insomma i cazzati non hanno nazionalità

  2. andrea dolci 6 Gennaio 2020 at 17:49 #

    Certo siamo messi proprio bene. Prima Obama con la sua Linea Rossa disegnata con l’inchiostro simpatico ci regala 4 milioni di profughi siriani e con annessi eccidi di civili inermi, poi sempre Obama e Hillary danno fuoco alla polveriera libica con una superficialità degna del peggior pentastellato e ora Donald attacca l’Iran dando fuoco alle polveri e vanificando gli sforzi europei di tenere il regime di Teheran in qualche modo agganciato al consesso covile.
    Ma non è che alla fine un pezzo della strategia americana è di mettere sempre la vecchia e inane Europa nei casini ?

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