Si può fare la cronaca del caos? Citazioni ed eccitazione. Eccola! Ah, serva Italia di dolore ostello – di Fabrizio Roncone

Le piadine di Salvini, lo sguardo nel vuoto di Di Maio. La bagarre tra le due Camere. Il leader leghista chiude il suo intervento dopo la difesa di Conte sul fondo salva-Stati: «Si vergogni»

Tanto per inquadrare il pomeriggio.
La buvette di Palazzo Madama: senatori al bancone che divorano noccioline (sono gratis), laggiù si sente la voce allegra — esatto: allegra — di Matteo Renzi. Arriva Matteo Salvini, sposta la ciotola con le noccioline e ordina due piadine al prosciutto e un tramezzino.
Pallido, teso. Il nodo della cravatta allentato. Morde nervoso. Mastica nervoso. Gli hanno appena finito di raccontare il durissimo intervento con cui Giuseppe Conte, due ore fa, ha riferito alla Camera sulla storia del fondo Salva-Stati. E hanno aggiunto: ti ha attaccato ed è stato convincente.
L’avvocato ha fatto l’avvocato. Date, circostanze, incontri, nomi, cognomi, chi c’era, chi non c’era, documenti, commi. Tutti i ministri, ha detto, sapevano. Salvini si volta e chiede: «Mi ha dato anche del bifolco, vero?». Ha detto che lei ha una scarsa propensione alla lettura dei dossier. «Quindi non sono solo un sovversivo, ma pure un ignorante…». Mangi più lentamente. «Ho una fame tremenda. E sono incavolato nero. Sono venuto solo per lui, per Conte». Ha portato qualche documento? «Di che genere?». Qualcosa che dimostri la fondatezza delle accuse che lei e la Meloni gli rivolgete. «Quattro fogli di appunti scritti a penna». Da chi? «Da me». Pochino. «Macché! Mi bastano. Tanto una cosa è chiara, sul Mes: o ha mentito il ministro Gualtieri, o ha mentito lui, Conte. Oppure…». Oppure? «Non ha capito niente Di Maio».
In aula, tra poco, lei e Conte come quel 20 agosto della scorsa estate. «Però questa volta, per fortuna, sarò distante, seduto tra i banchi della Lega, e non potrà battermi la manina sulla spalla». Lei sembra un po’ giù di giri. «No, guardi: è Conte ad essere meno pimpante. Mi dicono che prima, alla Camera, fosse livido…».

(Flashback: Montecitorio, ore 13. Il Presidente del Consiglio parla per 43 minuti. Citazioni in inglese, francese, latino, greco. Il tono di voce che conoscete, nel taschino della giacca il fazzoletto bianco senza le celebri quattro punte, la sensazione è che si rivolga a Salvini sperando che anche Di Maio intenda. «Dalle opposizioni accuse infamanti contro di me. Accuse che, se fossero vere, dovrebbero costringermi alle dimissioni… Ma mi sembra quasi superfluo confermare a quest’aula un fatto di tutta evidenza: ossia che né da parte mia, né da parte di alcun membro del mio governo, si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto». Applausi dai banchi giallorossi. Immobile, invece, Luigi Di Maio: tiene ostentatamente lo sguardo, imbronciato, nel vuoto. «Di Maio, dimettiti!», prova a scuoterlo il leghista Claudio Borghi, consigliere economico del Capitano che voleva rifilare agli italiani quei pezzacci di carta chiamati mini-bot. Visto il deputato del Pd Emanuele Fiano alzarsi e fare maramèo con la mano. Occhiata severa di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno vestito tutto di nero. Ancora Conte: «Mi sono sorpreso — dice — non della condotta del senatore Salvini, le cui resistenze a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni». Replica urlante di Giorgia Meloni, molto attesa dai cronisti sensibili ai sondaggi che la danno in forte ascesa: «Presidente, ma perché non dice queste cose anche a Di Maio, che è lì accanto a lei? Di Maio sostiene le nostre stesse tesi…». Ma Di Maio, come se parlassero di un altro Di Maio, sempre con lo sguardo nel vuoto. Intanto si è alzato Renato Brunetta, ex generale di Forza Italia, e fa un gran discorso, da vero economista. Graziano Delrio, capogruppo del Pd, cita Shakespeare. Luigi Marattin, vice-capogruppo di Italia Viva, Goebbels).

La Repubblica

Nessuno ha ancora commentato questo post.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.