Trump: bugiardo per evitare l’impeachment? I giornali anglosassoni gli stanno facendo il contropelo. Di Giancarlo Santalmassi

I resti del capo dell’Isis Al Baghdadi sono stati dispersi in mare. Lo hanno confermato i vertici del Pentagono in una conferenza stampa.

Il capo di stato maggiore interforze Usa Mark Milley ha annunciato che nei prossimi giorni saranno diffuse immagini del video del raid contro al Baghdadi, dopo il processo di declassificazione.

Nonostante l’uccisione del capo dell’Isis Al-Baghadi, “la situazione in Siria resta complessa”, ha detto il capo del Pentagono Mark Esper.

Su alcuni media inglesi e americani, dal ‘New York Times’ al ‘The Guardian’, si comincia a dubitare della ricostruzione fatta da Trump circa la morte di Abu Bakr al-Baghdadi.

Il New York Times mette in dubbio il macabro racconto della morte del capo dell’Isis che Donald Trump ha fatto agli americani in diretta televisiva. Diversi sono i punti critici rilevati dal quotidiano, in particolare la descrizione del Califfo che urla e piange nel tunnel dove poi si è fatto esplodere. Secondo il New York Times, infatti, le immagini alle quali hanno assistito Trump e i suoi collaboratori nella ‘situation room’ erano senza audio. Non solo, di Baghdadi braccato nel tunnel il presidente americano non ha potuto nemmeno vedere le immagini in diretta. Gli ultimi minuti di vita del leader dell’Isis, infatti, sono state riprese dalle telecamere installate sugli elmetti dei soldati americani che stavano facendo il blitz. Quei video però sono stati consegnati a Trump soltanto dopo la conferenza stampa. Su una domanda specifica della Abc sul racconto cinematografico di Trump, il capo del Pentagono Mark Esper ha provato a tergiversare dicendo di essere all’oscuro di certi dettagli e di ritenere che il presidente abbia parlato con i militari sul campo per farsi dare tutte le informazioni.

Analoga l’analisi che si legge sul ‘The Guardian’.

E in Italia anche esperti di Medio Oriente come il giornalista Alberto Negri si mostrano perplessi per alcune ‘incongruenze’ che emergerebbero dalla versione dei fatti fornita dal presidente americano. “Non c’era audio, non si vedeva quasi niente perché era notte – scrive Negri su FaceBook – si distinguevano a stento le sagome degli attaccanti e dei jihadisti. Ma Trump, grazie a una fervida immaginazione, è stato in grado di descrivere nei dettagli la morte di Al Baghdadi. I russi non sono convinti, turchi e curdi lo assecondano, i siriani tacciono se non per protestare contro l’annuncio di Trump di occupare i loro pozzi petroliferi. I testimoni in zona parlano di tre ore di battaglia, raid e bombardamenti: fatti da chi e come? Da un aereo Usa e da sei elicotteri che poi dovevano tornare in Iraq? In Iraq o in Turchia che è a 5 minuti di volo ed è un Paese con basi Usa e Nato? Un racconto che fa acqua da tutte le parti: forse a Trump il Pentagono ha dato informazioni monche perché non si fida”.

3 Commenti a Trump: bugiardo per evitare l’impeachment? I giornali anglosassoni gli stanno facendo il contropelo. Di Giancarlo Santalmassi

  1. Laura 28 Ottobre 2019 at 20:52 #

    “Forse a Trump il Pentagono ha dato informazioni monche perché non si fida”.

    Forse non è la migliore delle democrazie possibili; forse non è neanche una vera democrazia.

    Ma, vivaddio, questi yankee nelle situazioni complesse hanno senso pratico e mostrano rispetto per la res publica.

    Da noi il senso pratico difetta anche nelle situazioni più semplici.

    Gli ultimi sviluppi nelle “Relazioni” a breve raggio la dicono lunga.

  2. andrea dolci 29 Ottobre 2019 at 10:44 #

    Ovviamente l’ipotesi che Trump sia stato informato sulle ultime fasi dell’azione non viene preso in considerazione, no, ovviamente è un cialtrone perché non ha potuto vedere personalmente i video.
    Se poi non viene detto tutto ovviamente non è per proteggere eventuali obiettivi in campo ma è sicuramente il Pentagono che non si fida del Puzzone e fa niente se oramai si mischiano ipotesi con congetture, tanto oramai vale tutto.
    Certo che se la stampa con la “s” maiuscola avesse usato ai tempi dell’assassinio dell’ambasciatore USA in Libia un millesimo del senso critico mostrato con Trump, probabilmente Hillary non sarebbe più potuta uscire di casa, altro che correre per la Casa Bianca.
    P.S. quando venne ucciso Bin Laden, Obama fece una dichiarazione e, a differenza del puzzone, si rifiutò di rispondere alle domande dei giornalisti. Non oso immaginare la caciara che sarebbe scoppiata se Trump avesse tenuto lo stesso comportamento.

    • Paolo Sovrani 29 Ottobre 2019 at 11:31 #

      E’ così strano essere d’accordo col sig. Dolci…..

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