Posizione personale di Giancarlo Santalmassi dopo quanto accaduto in Sassonia: uscirò con la kippah. di Giancarlo Santalmassi

Dopo i fatti tragici della Sassonia dobbiamo essere tutti ebrei.
Di kippah ne conservo una indossata al matrimonio di un amico ebreo (ne ho tantissimi di amici nella comunità romana: il primo fu Elio TOAFF e poi il capo della sua segreteria Limentani con la sua bottega al ghetto davanti al portico di Ottavia). Era una catacomba che sotto i nazisti padroni di Roma dava rifugio a molti. Bottega che era un grande scrigno di meraviglie per arredamento della tavola: ha fatto piatti e bicchieri per tutti: dallo sha di Persia, alla corona d’Inghilterra).
Oggi (e sempre) saremmo tutti ebrei.

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