Se posso, farei una domanda provocatoria – di Giancarlo Santalmassi

Scusate, ma Toninelli, Di Maio e compagni di merende, non sarebbero diversamente giudicati se per esempio sostenessero il loro no-Tav (io sono strenuamente a favore) accompagnandolo con le proposte di costruire l’autostrada Roma-Latina e la demolizione dell’inutile centrale nucleare di Montalto di Castro?

10 Commenti a Se posso, farei una domanda provocatoria – di Giancarlo Santalmassi

  1. andrea dolci 7 Agosto 2019 at 21:32 #

    Credo ci sia un problema culturale ben sintetizzato da Travaglio: dietro ad ogni opera pubblica si cela corruzione e malaffare.
    L’unico investimento pubblico “accettabile” comprende solo opere di manutenzione.
    Sulla TAV, chiunque segua il Prof. Ponti sa che lui è uno strenuo e convinto nemico dei trasporti su rotaia; non a caso ha considerato come negativo la riduzione di consumo di carburante. Aver dato a lui l’incarico suona molto di omicidio preventivo ma capisco anche che i pentastellati non potevano usare il potenziale malaffare come unico argomento contro l’opera, avevano bisogno di qualcosa apparentemente più serio.

  2. Paolo Sovrani 9 Agosto 2019 at 00:27 #

    Carissio sig. Dolci, come lei senz’altro sa, il prof. Ponti ha inserito la siminuzione del gettito delle accise sui carburanti perchè è ovvio farlo: se lo Stato incassa di meno, come non tenerne conto? Da un lato c’è una spesa (ovvero il costo della ferrovia), dall’altro una entrata in meno (le accise). Se poi lei mi vuole dire che in nome dell’ecologia eccetera, rispetto il suo punto di vista. Ma se faccio un’analisi economica non posso non citare il fatto che lo Stato perde entrate. Non ce l’ho con lei, sia chiaro, ma non le pare corretto questo ragionamento?

  3. andrea dolci 9 Agosto 2019 at 13:39 #

    Egr. Sig. Sovrani, le linee guida europee sono molti chiare e indicano come soggetto di riferimento per la valutazione costi/benefici la comunità intera e non l’Erario.
    Non è “Stato contro cittadini” !
    Aggiungo che omettere all’alba del 2019 i costi derivanti da eventuali impatti ambientali suona paradossale, per non dire di peggio.

  4. Paolo Sovrani 10 Agosto 2019 at 19:30 #

    Ma guardi che i costi dell’impatto ambientale ci sono nell’analisi. A questo punto comincio a pensare che non l’abbia letta.

    • andrea dolci 10 Agosto 2019 at 23:10 #

      Tipo ipotizzare che circolino solo EuroVI e qualche EuroV ?
      P.S. Nel nord Europa le persone stanno abbandonando l’aereo in favore della AV per motivi ambientali
      Le infrastrutture provocano modificazioni nei comportamenti che vanno al di là dell’aumento di PIL.

  5. Paolo Sovrani 11 Agosto 2019 at 11:43 #

    Sig. Dolci, si rende conto che lei sta sostenendo che la relazione è falsa?

    • andrea dolci 11 Agosto 2019 at 23:41 #

      A questo punto inizio ad avere il dubbio che lei non sappia cosa è uno studio costi benefici ed è convinto che sia la soluzione di una formula matematica univoca. Si tratta invece di un atto per certi versi “politico” perchè in base alle assunzioni di base e alla metodologia scelta di possono ottenere risultati discordanti quando addirittura non opposti. Tanto per fare un esempio, collaboratori dello stesso studio di Ponti sono giunti a conclusioni esattamente opposte sulla TAV. Tale relazione è agli atti UE.
      Per questo motivo la UE ha definito le linee guida per questo tipo analisi, linee guida che il Prof. Ponti coerentemente col proprio pensiero ha deciso di non seguire.
      Restando al tema Euro 5/6, ipotizzare che al momento dell’entrata in funzione della TAV tutti i mezzi pesanti sia convertiti è teoricamente possibile se non addirittura auspicabile e ma realisticamente poco probabile.
      C’è però un punto che per me resta fondamentale nel capire come questi studi vadano presi con le pinze. Essendo studi economici e non sociologici, considerano solo variabili ponderabili come l’aumento del PIL atteso ma non possono prendere in considerazioni altri parametri come i cambiamenti di comportamento sociale che invece spesso sono importanti o altri impatti economici indiretti. Milano-Roma-Napoli ha comportato per gli utenti un calo importante dei costi e una drastica riduzione del trasporto aereo con ingenti ripercussioni sul volume delle emissioni inquinanti. Avremmo dovuto contrastare l’alta velocitá perchè avremmo messo in crisi Alitalia che lucrava sul Mi-Roma o ridotto gli introiti di SEA, societá pubblica ?

  6. Paolo Sovrani 12 Agosto 2019 at 07:53 #

    Non sono d’accordo con lei. Lo “studio” del componente dissidente è costituito da 6 pagine striminzite. So cos’è uno studio di quel genere e che Ponti ha coerentemente applicato le direttive europee. Concordo solo con una cosa con lei: che una decisione di questo genere può essere solo assistita dal parere tecnico: vi sono poi opportunità strategiche da tenere in considerazione. Che in questo caso però mancano completamente. Però mi creda, se lei scrive cose come queste ritengo assolutamente non produttivo confrontarmi con lei. Lei sta dicendo che lo studio è falso, perchèè non sono state applicate le linee guida europee, il che non è vero. Buona giornata.

  7. andrea dolci 12 Agosto 2019 at 16:06 #

    Lei sta confondendo lo studio del dissidente con uno studio rilasciato dalla stessa società di Ponti ma che non porta lan forma del Prof. Provi ad informarsi megliol.
    Addio

  8. Paolo Sovrani 12 Agosto 2019 at 22:29 #

    Sig. Dolci, è chiarissimo: secondo lei lo studio fatto proprio dal governo è sostanzialmente un falso perchè non recepisce le direttive europee, ì chiarissimo. Sono certo che mi permetterà di essere in disaccordo con lei, visto che neppure i più accaniti detrattori della sua opera sono arrivati a tanto. Le auguro buona serata.

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