Salvini non sa che le parole sono pietre…? Di Innocenzo Cipolletta

“Le parole sono pietre” è un libro di Carlo Levi ma è anche un’espressione che dobbiamo sempre ripetere in questi giorni, anche durante le prossime vacanze. L’uso di parole razziste e aggressive da parte di esponenti di governo sono pietre che fanno molto male alla vita civile dei paesi e alla democrazia. Usare espressioni razziste verso taluni soggetti (immigrati, musulmani, ebrei, zingari e altri che di volta in volta sono additati al pubblico disprezzo) da parte di chi ha ruoli di governo conduce allo sdoganamento di sentimenti razzisti che esistono sempre, ma vengono tenuti a freno se chi governa è persona corretta e democratica. Invece, quando membri di governo usano espressioni razziste, essi deliberatamente liberano i sentimenti razzisti del paese e danno ad essi una qualche legittimità. Da qui il passo è breve ad azioni razziste che si propagano, fino a che i suddetti governanti, o altri, peggio di loro che verranno eletti da un popolo diventato razzista, si sentano autorizzati a varare leggi razziste perché sono “il sentire del popolo”. Così sono nate le leggi contro i rom e contro gli ebrei tra le due guerre mondiali in Germania e in Italia.

Oggi molti governanti usano espressioni razziste col pretesto di essere contro il “corretto politicamente” che aveva fin qui prevalso e mettono in pericolo le democrazie negli Usa, in Italia, nel Regno Unito e in altri paesi, con il rischio di far vacillare l’opinione pubblica a favore di sentimenti razzisti. Occorre reagire: i posteri non ci perdoneranno di essere stati passivi in questi tempi.

Inpiu.net

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