…….E naufragar non m’è più dolce in questo mare. – di Camillo Langone, scelto da Giancarlo Santalmassi

Mai così tanti amici sono partiti per l’Oceano Atlantico. Portogallo o Spagna o Francia non importa: purché sia Oceano. Tutto ha un senso e anche il boom delle vacanze oceaniche ce l’ha, credo esprima un desiderio di purezza ovvero un rifiuto della contaminazione. Il Mediterraneo è un piccolo mare affollato, zeppo di gente, di sbarchi, di concerti, di polemiche, di puzza, rumore, sporco. Caldo come una piscina gonfiabile sotto il sole piena di bambini che ci pisciano dentro. L’Oceano è immenso, profondissimo, sublime. Pericoloso. Freddo. Disumano. Io non ci vado perché non ho mai fatto un giorno di vacanza in vita mia, e non comincerò certo quest’estate, ma le altrui vacanze oceaniche confortano anche me, mi avvisano che non sono poi così anormale, che non sono l’unico misantropo, che anche a tanti amici sedicenti democratici repelle l’umanità.

Il Foglio

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