Conte, ovvero lo zero assoluto. Di Andrea Marcenaro. Scelto da Giancarlo Santalmassi

È di tre anni fa, per i tipi del Mulino, un prezioso libretto di Claudio Bartocci, Piero Martin e Andrea Tagliapietra intitolato “Zerologia. Sullo zero, il vuoto e il nulla”. Un matematico, un filosofo e un fisico, vecchi compagni di liceo, si cimentano nell’inseguimento dell’assurdo, dell’indicibile che senz’altro verrà detto domani, dell’uomo che al mondo arriva dopo un incalcolabile nulla e nello stesso incalcolabile nulla si esaurisce. Che bello. Leggete quel libretto pieno di vita. Che ancor più scoppiettante sembrerebbe se potessero, i tre invidiabili amici, aggiornare le proprie riflessioni a tre anni dopo, avendo sottomano un caso di studio eccezionale come quello inveratosi nell’avvocato Giuseppi Conte, la zucca più vuota, lo zero più assoluto, il nulla più totale sul pianeta fino a ieri, diventato, in un niente, il tutto.

Il Foglio

Un commento a Conte, ovvero lo zero assoluto. Di Andrea Marcenaro. Scelto da Giancarlo Santalmassi

  1. Paolo Sovrani 7 Settembre 2019 at 23:31 #

    Direi un articolo serio, intelligente, soprattutto molto motivato.

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