Che dice Lucio Caracciolo della nuova commissaria europea? Lo ha sentito Umberto De Giovannangeli

“Von der Leyen conterà poco, è una vittoria di Macron”.
Il direttore di Limes scettico sul programma della nuova presidente della Commissione Ue dice: “Si finge che l’Europa esista e a forza di fingerlo si finisce per crederlo”

Il segno politico dell’elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea e le “spine” che l’attendono suo cammino. HuffPost ne discute con Lucio Caracciolo, direttore di Limes, la rivista italiana di geopolitica.

Qual è a suo avviso il segno politico dell’elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea?

”Non c’è nessun segno politico particolare, perché si è trattato essenzialmente di uno scambio franco-tedesco. Il punto cruciale non è stata la nomina della von der Leyen, che come tutti i presidenti della Commissione conterà poco, ma quello della Lagarde alla Banca centrale europea. Apparentemente è stata una spartizione delle poltrone tra Parigi e Berlino, di fatto Macron ha ottenuto una sonante vittoria. Una compatriota alla Bce a scongiurare il rischio Weidmann, falco tedesco che avrebbe prodotto problemi gravi anche per noi. Inoltre von der Leyen era di gran lunga il più debole ministro del Governo Merkel. L’imbarazzo di quest’ultima è espresso anche dalla sua astensione sulla scelta di von der Leyen, come a dire questo candidato tedesco non è il mio”.

Nel suo discorso di presentazione all’Europarlamento, la neo presidente della Commissione europea ha delineato progetti ambiziosi per l’Europa, dalla rivoluzione verde ad una nuova politica sulle migrazioni, prefigurando per l’Europa un ruolo da attore protagonista sullo scenario globale. Sono solo buone intenzioni destinate a restare tali o c’è sostanza?

”E’ una distorsione ideologica tipicamente europeista. Si finge che l’Europa esista e a forza di fingerlo si finisce per crederlo. Ciò aggiunge un elemento leggero in un contesto di crisi internazionali molto pesanti alle quali gli Europei partecipano in ordine sparso”.

Quali crisi in particolare?

”Tutte le crisi in corso lo confermano. Per quanto ci riguarda, basti pensare alla Libia, dove siamo in rotta di collisione permanente con la Francia, o ai rapporti con la Russia dove le posizioni italiane, tedesche e di altri Paesi euro-occidentali sono perfettamente opposte a quelli degli ex satelliti sovietici”.

L’Europa evocata dalla neo presidente della Commissione Ue potrà reggere al “patto sovranista” Trump-Putin?

”Tranquillamente. Perché il patto non esiste. Americani e russi erano, sono e resteranno nemici”.

Sono tempi di esami per i candidati alla nuova Commissione europea. Tempi di esami e di bilanci. Come valuta l’atteggiamento italiano e i risultati conseguiti in questa partita?

”Abbiamo fatto il possibile, soprattutto abbiamo evitato Weidmann alla Bce. Poi forse spunteremo un commissario di qualche rilievo”.

Per tornare alla neo presidente eletta. Quali saranno, a suo avviso, le “spine” più dolorose sul suo cammino?

”Il fatto che per essere eletta ha promesso cose che non potrà mantenere, fra cui poteri effettivi al Parlamento europeo. In generale, la neo presidente ha dipinto un quadro dell’Unione Europea capace di un’azione coesa e decisa. Sarei piacevolmente stupito se ciò potesse accadere”.

C’è chi sostiene che aver assunto la presidenza della Commissione europea, farà sì che la Germania si senta più coinvolta e responsabile in un rilancio europeista.

”Più che di trazione tedesca dell’Europa, direi che si possa parlare di trazione europea della Germania, soprattutto attraverso lo strumento euro. Quanto alla von der Leyen è più ‘bruxellese’ che tedesca. A Macron è molto piaciuto poter imporre alla Merkel una tedesca più francofona che germanofona”.

In questi giorni, soprattutto per quanto riguarda note vicende che coinvolgono la Lega di Matteo Salvini, molto si scrive e si parla di “Zar Vladimir”, al secolo Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa. Quale sarà l’atteggiamento del capo del Cremlino nei confronti dell’Europa, anche in rapporto alle sfide evocate dalla neopresidente tedesca?

”Quello di sempre. Provare a dividerci, dimenticando che lo siamo già da soli. Il problema per la Russia è che l’America non mollerà l’osso europeo senza del quale non si darebbe la sua supremazia globale”.

Il che significa che l’Europa di Ursula von der Leyen dovrà fare i conti con Donald Trump…

”Certamente sì. Sarebbe interessante sapere se Trump si rifiuterà di darle la mano come ad Angela”.

A proposito dei rapporti, non propriamente idilliaci, tra l’amministrazione Trump e Bruxelles: uno dei punti di attrito più forti sembra essere l’atteggiamento nei confronti dell’Iran. Quale sviluppo è ipotizzabile?

”Le sanzioni continueranno perché sono l’arma preferita di Trump e dell’America. Sostituiscono fino all’ultimo la risposta militare che Trump ha promesso di considerare solo come ultima ratio. In più, queste sanzioni hanno due effetti collaterali: compattano gli Iraniani attorno al regime e colpiscono indirettamente ma fortemente gli Europei, soprattutto noi italiani”.

Huffington Post

Un commento a Che dice Lucio Caracciolo della nuova commissaria europea? Lo ha sentito Umberto De Giovannangeli

  1. stefano fogato 18 Luglio 2019 at 17:41 #

    “Si finge che l’Europa esista e a forza di fingerlo si finisce per crederlo” dice Caracciolo.
    Non potrebbe essere altrimenti.
    Gli Stati Uniti, di Etnia europea, hanno distrutto prima Aztechi e dopo indiani e poi si sono suddivisi il territorio e la bandiera. L’unità per loro é stata facile.

    Per i Russi é stata questione di idologia, che é il pane per i denti per un Russo, piu’ la Russia era grande e piu’ avrebbe imposto la sua ideologia al mondo. Lo Zar li ha unificati. E’ stato facile anche per loro.

    Ma come fa l’Europa ad unificare Stati che storicamente sono Stati divisi da quasi sempre ed ognuno con la propria storia, la propria esperienza e quindi la propria ideologia che alla fine é diventata genetica? Non si puo’ trasformare un gene, una cutura con degli accordi politici, é palese.

    Trovo le parole dii Caracciolo intelligenti, dal latino inter-lego, leggo dentro.

    cari saluti

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