Sanremo cova qualcosa? di Stefano Balassone

Le cifre d’insieme dell’ascolto per il “Sanremo sovranista” (Meloni dixit) del 2019 non differiscono granché, a giudicare dalla seconda serata, rispetto al “solito Sanremo” del 2018. È vero che si contano quattrocentomila spettatori in meno, ma qui Rai 1 sconta per la sua parte la flessione della intera tv rispetto a un anno fa.
La deflazione della platea serale non è del resto causale, indipendentemente da quel che offre il piccolo schermo dato che sono anni che i numeri vanno scendendo a scatti di mezzo milione per anno dopo il boom patologico degli ascolti casalinghi iniziato, a ben vedere, nel 2010. Fu allora che la crisi economica cominciò, mentre Berlusconi sosteneva il contrario, a recludere in casa il ceto medio sottraendolo ai bagordi in pizzeria e facendolo incazzare non poco, tant’è che ugualmente da allora, insieme con gli ascolti serali della tv, cominciarono a lievitare nelle urne elettorali gli zapping a favore di Grillo. Quel rigonfiamento d’ascolti (non quello dei voti) pare ad oggi riassorbito, tant’è che la platea serale, se andiamo a vedere i giorni da Capodanno a ieri, è precipitata ben sotto, come dicono i giornalisti economici, il “livello ante crisi” (un milione meno che nel 2010). Del resto in tutti questi anni gli occupati sono aumentati e non diminuiti etc., etc. sicché pare lecito supporre che la “crisi percepita” sia enfatizzata dai molti dubbi sul futuro piuttosto che da un precipitare nel presente. Una crisi temuta, pensata e parlata, dunque, piuttosto che una crisi rampante. Di certo non siamo, almeno per ora, a un ritorno della crisi strutturale particolarmente sofferta fra l’11 e il ’15.
In questo quadro ci pare interessante un dettaglio negli ascolti della serata Sanremo: Otto e Mezzo, rispetto all’anno passato ha guadagnato ascolti in ogni zona del Paese e specificamente fra gli adulti over 55, i diplomati e laureati (+3,5%: toglietemi tutto, ma non la Gruber!) e financo fra gli spettatori immigrati. Ben diversa –per avere un termine di paragone- la prestazione di Striscia la notizia che a Sanremo ha ceduto un terzo del pubblico abituale. Questa prova di tenuta e anzi di crescita ad onta della particolarità della serata, sembra suggerire l’esistenza di qualche movimento di profondità in alcune zone della popolazione/pubblico.  Lo diremmo un condensarsi della riflessività rispetto all’agorà, il formarsi di un nucleo che a nostro avviso potrebbe, come negli USA dopo Trump, innescare processi nuovi anche nella opinione pubblica più allargata. Vedremo se e verso cosa.

Commenti chiusi.
I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.