Quanto vale in teoria il listone di Carlo Calenda? Lo dice l’SWG

Il listone proposto da Carlo Calenda con manifesto europeista annesso, “Siamo Europei” quanto vale? Il progetto dell’ex ministro dello Sviluppo economico è stato valutato in uno studio Swg che è nelle mani dei dirigenti del Pd.
Eccolo: “Il 30 per cento ritiene positiva questa nuova offerta politica. Lo pensa ben l’82 per cento del Pd; il 60 per cento del centrosinistra non Pd e il 31 per cento degli indecisi”. Il centrodestra e il M5s invece “sono poco interessati; quasi metà dell’opinione pubblica è indifferente”. Poco meno del 30 per cento invece “ritiene che l’iniziativa possa rilanciare il centrosinistra”. Anche in questo caso “il sostegno arriva dal Pd, e nella misura uguale a prima dagli indecisi”. Dunque valutando un primo e indicativo potenziale elettorale “si vede che toccherebbe il 20-24 per cento”; la maggior parte dei consensi verrebbero dal Pd (68 per cento), a seguire da +Europa, (12), Verdi-Italia in Comune (4 per cento), più altri. la cui provenienza “è prevalentemente l’area del centrosinistra e un po’ l’astensione”. Insomma, “per ora questa proposta insiste su un’area tradizionale e richiama qualche ‘deluso’. Però si può dire che l’operazione non è respinta; può avere una prospettiva”. Il problema, per Calenda, è che abbondano i no, da Enrico Letta a Emma Bonino, e anche Massimo D’Alema ha avuto parole critiche per l’iniziativa. D’altronde, l’ex presidente del Consiglio spera che il congresso del Pd lo vinca Nicola Zingaretti, quindi è inevitabile che le prospettive, anche in chiave europea siano differenti. “Io tiro dritto”, dice l’ex ministro. “La cosa bella di D’Alema è che puoi sempre contare sul fatto che si lasci fuori da solo. Il motto è Dopo di me il diluvio”.

Ma che cosa cercano i potenziali elettori di “Siamo Europei”? Hanno alcuni obiettivi per l’Unione europea e secondo il sondaggio vogliono “una maggiore integrazione europea con la gestione comune di dife- sa, sicurezza e immigrazione”; “impegno su istruzione, formazione, sostenibilità ed equità”. Il sondaggio contiene anche una parte sulle intenzioni di voto generali. La Lega continua a crescere, adesso è al 32,6 percento, mentre il M5s è sceso sotto il 25 per cento (24,9). In totale, l’area di governo è al 57,5 per cento. Il governo dunque tiene “ma i due partner stanno mettendo in scena, in termini di consenso, due percorsi divaricanti. Il governo è espressione di un investimento positivo di tutti e due e lo sarà ancora per non poco tempo – ma la forza catalizzatrice del M5s rispetto ai suoi elettori si allenta”.
Nel complesso, il premier e il governo recuperano terreno nel gradimento. “Dopo l’indebolimento della settimana scorsa si vede una ripresa; era già stata segnalata la loro capacità di tenuta e viene confermata da questo dato. Gli elettori, dei partner della maggioranza mantengono il consenso elevato su Conte e sull’esecutivo; a otto mesi di distanza il livello di consenso e ragguardevole. Gli stessi ‘indecisi’ esprimono verso Conte un favore molto più alto rispetto a quello mostrato nei confronti dei predecessori”. Il Pd continua invece a essere in calo, adesso è al 17,2 per cento. In calo anche Forza Italia, che è all’8,1.

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