Da non perdere: sembra scritto oggi, e invece….- di Giancarlo Santalmassi

“La vita parlamentare non mi avrà più. Ne ho conservato un ricordo di disgusto e di orrore. Mesi interi di comizi fatti per sei ore al giorno da oratori quasi tutti stupidi e alcuni bricconi, davanti a un pubblico di bruti. E fuori delle ore di comizio, lo spasimo delle lettere e delle sollecitazioni: la cooperativa che ti vuol portare dal ministro o dal deputato influente a pitoccare i lavori pubblici, e con cui devi lottare ore e ore per far capire i motivi per cui non puoi, non vuoi, non devi andare a disonorarti e loro non capiscono; il professore che domanda la supplenza o il trasferimento, e a cui devi rispondere che non ti occupi di queste cose; la vedova che aspetta da due o tre anni la pensione e alla quale non puoi rendere giustizia. No perdio, non mi riprendono più”.

Chi la pensava in questo modo iniziava così il suo isolamento dalla vita pubblica. Il 30 dicembre 1920 era uscito l’ultimo numero dell’”Unità”. Quattro mesi dopo concluse, sfinito, anche la sua esperienza parlamentare.

Quanto sopra lo scrisse un genio, Gaetano Salvemini che fu deputato dal dicembre 1919 all’aprile 1921, quando si concluse l’avventura dell’ultimo governo Giolitti. Salvemini decise allora di abbandonare la vita politica attiva e di non presentarsi alle nuove elezioni. “La vita parlamentare non mi avrà più”. 

 

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