Lasciatemi esprimere dei sentimenti: il primo è di vergogna – di Giancarlo Santalmassi

Vergogna per i furto delle pietre dell’inciampo. A 80 anni dall’introduzione criminale e tragica delle leggi razziali, che qualche fascista e cretino-criminale pensi di cancellare la storia (trqgica: di una nazione o di una famiglia o di una comunità rubando delle pietre che ricordano la tragedia dei campi di concentramento, di incenerimento di esseri umani mi umilia, mi fa vergognare. Ho assistito piu volte alla missione di un cittadino tedesco che a Roma passò per mettere pietre dell’inciampo. Sono sampietrini di ottone collocati a perenne memoria davanti ai portoni dove abitavano ebrei romani, con inciso nome cognome e famiglie dal cui indirizzo furono strappati per essere avviati ai campi di sterminio, al Zyclon B e all’incenerimento. E questo dopo che i nazisti promisero loro che se consegnavano l’oro che avevano in famiglia avrebbero avuto salva la vita. Andò che i nazisti a Roma presero l’oro e avviarono in carri di bestiame sigillati a Auschwitz o simili corpi e famiglie intere senza speranza.

E pensare che si chiamano dell’inciampo perché messi leggermente sporgenti, oerche inciampandovi fosse impossibile dimenticare.

roma come tutte le città è piena di telecamere: spero che i colpevoli (no i responsabili, no: non c’è nulla di responsabile nel compiere quest’altro crimine) vengano identificati ed esemplarmente puniti.

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