La mia Matera di Sergio Benvenuto e i suoi Sassi

Oltre alla Matera medievale, i Sassi conservano ancora spelonche del Paleolitico. Si vedono tracce dei suoi abitanti che risalgono a 15.000 anni fa. Molte delle case che scendono in profondità nel calcare dolce e spesso della gravina sono state abitate senza interruzione dall’età del bronzo fino agli anni ‘50. La prima definizione di Sasso come rione pietroso abitato è in un documento del 1204. I Sassi è una città paleontologica, che nel corso dei millenni ha conservato come congelati lasciti dei vari secoli senza mai cancellare del tutto i propri passati sprofondati nel tempo. Matera si è auto-conservata senza bisogno di essere luogo protetto dell’UNESCO.

Eppure nel 1993 Matera è stata proclamata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità. Non per l’inquietante bellezza dei Sassi e per i beni artistici che contiene, ma per la sua unicità archeologica: essa mostra le prime tracce conosciute di adattamento di Homo sapiens a un ambiente inospitale, perché scarso di acqua. A Matera si vedono le più antiche cisterne a noi note, oltre che grotte adibite probabilmente a immagazzinamento. Nel corso dei millenni, le cisterne hanno scandito la vita della città. Nel 1991 si è scoperta nel centro cittadino una monumentale cisterna, detta il Palombaro Lungo, di cui si era persa anche la memoria pur essendo stata costruita nell’Ottocento. Matera, città di pietra, ha dovuto risolvere – come Los Angeles – l’eterno problema dell’acqua.

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