Ecco come ci siamo ridotti – di Carlo Bertini

Lo scontro è aspro, Pd e Forza Italia fanno la voce grossa contro il governo e la maggioranza in Aula. E culmina in un atto inedito: per la prima volta un gruppo parlamentare, in qualità di organo istituzionale, porta il caso alla Consulta. Con la voce strozzata dopo ore passate a urlare dagli scranni del Senato, il capogruppo Andrea Marcucci annuncia alle otto di sera che il Pd solleverà il conflitto di attribuzione davanti alla Corte per violazione dell’articolo 72 che prevede l’obbligo di un esame parlamentare articolo per articolo delle leggi. Dal Colle, il presidente della Repubblica Mattarella, pur non intervenendo come ovvio nel processo legislativo in corso, segue preoccupato questo percorso assai accidentato.

La manovra viene votata nella notte, la maggioranza i numeri li ha e decide di non concedere nulla, men che meno il rinvio mattutino. «Vogliono sfogarsi, lasciamoli sfogare!», ribattono gli uomini del governo nei corridoi senza colpo ferire.

Passo indietro al pomeriggio di fuoco. «Paragone, i matti li avete, ti manca la gabbia», provoca Matteo Renzi. Ma il collega senatore dei 5stelle non si scompone, anzi sorride divertito. Alle 19, nel transatlantico del Senato, la guerra di trincea tra maggioranza e opposizione che va avanti da ore è in una delle tante pause forzate. La battaglia infuoca i corridoi di palazzo Madama fin dal primo pomeriggio: quando il fantomatico maxiemendamento sbarca finalmente nell’auletta della commissione Bilancio per poi uscirne precipitosamente con il voto della sola maggioranza, perché tutte le opposizioni abbandonano la Commissione. E ne esce privo dei commi sugli Ncc, che avrebbero potuto creare problemi nelle coperture e vengono prudentemente accantonati. «Lo stralcio lo chiedi o per un errore o problemi di copertura illegittima e hanno stralciato otto commi su Ncc e Uber…, abbiamo chiesto le dimissioni del presidente della commissione», racconta Antonio Misiani, ex tesoriere del Pd. «I loro parlamentari hanno solo la delega di andare a festeggiare sotto il balcone con Di Maio, è imbarazzante», allarga le braccia Renzi. «Andate a vedere cosa c’è dentro questa manovra… c’è di tutto».

Anche Fratelli d’Italia, solitamente più «comprensiva», si scaglia contro il «dilettantismo della maggioranza, perché sarebbero stati necessari due o tre giorni in commissione per valutare la legge di bilancio». «Questo è un brutto spettacolo, un atteggiamento pornografico!», avverte Francesco Zaffini in Aula.

La Stampa

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