La mia Matera e i suoi Sassi – di Sergio Benvenuto

Da due anni manco da Matera. Almeno fino a due anni fa, non si passava mai per Matera. Come all’isola di Pasqua, bisognava andarci apposta, anche se la Lucania è un’isola pubica non circondata dall’oceano, ma direi occultata, acquattata in una piega del tempo. Per Matera non passa nessuna linea ferroviaria, non passa alcuna autostrada importante. È ai margini della regione più marginale d’Italia, oggi detta Basilicata come a voler far dimenticare il nome con cui la si è sempre chiamata: Lucania. E qui io, restituendole la sua dignità, così la chiamerò.

Se si vuole raggiungere Matera in treno, bisogna scendere alla stazioncina di Ferrandina, e poi da lì fare altri 36 chilometri di stradaccia in auto. La linea in cui si trova la stazione di Ferrandina, Potenza-Metaponto, è del tutto secondaria, ci si arriva su treni vetusti e tossicchianti. L’aeroporto più vicino, quello di Bari, è a ben 65 chilometri.

Anni fa a Matera si costruì una stazioncina ferroviaria, nella quale però non è stato edificato alcun binario. La si può visitare come un monumento moderno abortito, alte piante irte al posto della strada ferrata, sembra uscita da un quadro di Magritte.

2/ continua

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