Il cattivissimo pensiero di Giancarlo Santalmassi

La Campania devastata dall’immondizia Incendiata. Il fuoco, naturalmente, lo ha appiccato Matteo Salvini, per far capire a Di Maio che di inceneritori c’è bisogno, eccome. Altro che cippa (volgare).

3 Commenti a Il cattivissimo pensiero di Giancarlo Santalmassi

  1. Laura F. 17 novembre 2018 at 14:23 #

    Direttore
    mi chiedo se ormai io sia diventata una inefficace “dietrologa”, ma anche una idiota come me arriva a chiedersi come è possibile che Di Maio, con l’affermazione che “gli inceneritori non sono nel contratto di governo”:
    a) confonda gli inceneritori con i termovalorizzatori ma, dato ben più rilevante,
    b) forse, con questa impostazione del problema, fa (indirettamente, per carità: un “puro” come lui…) gli interessi delle ecomafie.
    Tutti coloro che hanno votato M5S, che pure sono lungimiranti al punto da aver determinato il nuovo governo d’Italia, non se lo chiedono o aspettano che sia Casaleggio a invitarli a chiederselo?

  2. Paolo Furbacchione 17 novembre 2018 at 16:59 #

    Buongiorno Laura, ho leto il suo commento e avrei bisogno, per meglio coprenderlo, di farle una domanda: quale è la differenza fra inceneritore e termovalorizzatore? Glie lo chiedo perchè a quanto so io, e potrei anche sbagliarmi, il termovalorizzatore è un inceneritore che utilizza il calore della combustione per produrre energia elettrica e/o acqua calda per riscaldamento. Dal punto di vista delle emissioni ambientali ovviamente non cambia nulla. Può schiarirmi le idee? Grazie.

  3. andrea dolci 18 novembre 2018 at 10:36 #

    Il ciclo dei rifiuti è il classico problema complesso che richiede soluzioni complesse con il coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni per le opere impiantistiche e per la gestione del ciclo. Servirebbe tanto pragmatismo a tutti i livelli e per questo dubito che verremo mai a capo del problema a meno di non riuscire a informare e sensibilizzare i cittadini; per questo io inizierei ad avvicinare i problemi a livello locale imponendo ad ogni regione di farsi carico dell’intero ciclo costruendo un proprio sistema e vietando tassativamente “l’esportazione” dei rifiuti in altre regioni o, peggio, in altri stati.
    Il problema va affrontato e risolto qui ed ora, evitando di rincorrere unicamente soluzioni sicuramente attraenti ma che potranno dare i frutti non prima di 10-15 anni.

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