Chi ha visto l’amica geniale? Il libro fu un successo di marketing….e la fiction? – di Stefano Balassone

L’Amica Geniale è un successo annunciato dalle vendite, fin negli USA, della quadrilogia scritta da Elena Ferrante. Tanto è bastato, supponiamo, perché la casa di produzione americana HBO (la stessa de’ Il trono di spade) partecipasse alla realizzazione dello sceneggiato garantendogli un forte budget e la distribuzione globale. Come, grazie a Sky, era accaduto con Gomorra, l’unico precedente di serie italiana davvero competitiva nel mercato internazionale della fiction da prime time.
Al romanzo avevamo dato a suo tempo solo uno sguardo alle prime pagine del primo volume e quindi non abbiamo passato la serata a confrontare le nostre fantasie di noi lettori con quel che veniva mostrato a noi spettatori. E così abbiamo lasciato che la messa in scena agisse, e ce ne siamo, alla fine dei conti, fatti trascinare senza provare mai noia (segno sicuro di sagacia degli sceneggiatori e della regia) Per di più, sotto la doccia del risveglio, ci è spontaneamente tornato alla mente il personaggio della bambina geniale, una specie di piccola Anna Magnani. Che altro pretendere dalla tv? Proprio nient’altro, perché passare due ore senza noia e, addirittura, essere inseguiti da un ricordo è davvero il massimo che ci si possa aspettare.
Come noi devono averla presa quel 2,5 mln di maschi e 5 mln di femmine che hanno affollato l’audience, perché sono rimasti col telecomando fisso su Rai 1 in media per due terzi dell’intera durata. Una “fedeltà d’ascolto”, come si sua definire questo specifico rapporto fra pubblico e programmi, davvero inusitata per un programma di due ore. Insomma, lo spettatore è stato avvinto dal prodotto. In particolare le femmine e, tra queste, quelle fra i 20 e i 24 anni, neanche si trattasse di X Factor o di una dimostrazione cosmetica di Chiara Ferragni, la “se mi mostro seguitemi” consorte di Fedez (la coppia Pippo e Katia del XXI secolo).
Notevole che il popolo del cambiamento si sia unito alle , giacché i titolari di licenza elementare, addensati nelle periferie e nei piccolissimi centri, hanno gareggiato in presenza con i laureati stipati nei condomini delle ZTL. Analoga la convergenza fra i territori, fatta salva la scontata enormità del dato campano (un milione di spettatori e il 40% di share rispetto al 28% circa del resto d’Italia).
Il che ci porta a notare che, a quanto pare, quel che coinvolge i napoletani funziona anche nel resto del mondo: prima Gomorra, poi L’Amica geniale. Se l’Italia narrativa sta girando il globo lo deve a due titoli che ci mostrano come il resto del mondo ci immagina: presi tra ferocia dei comportamenti – ma sempre calcolata – e autenticità dei sentimenti, ma non sentimentalistica. Tutto sommato non c’è da vergognarsene

Stefano Balassone

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