Si fa presto a dire Riace – di Giancarlo Santalmassi

Tralasciamo il casuale e fortunato ritrovamento dei colossi bronzei in mare.

Il primo documento che parla dell’esistenza di Riace è del 1562. In quei tempi la città disponeva di una cinta muraria e di tre porte d’accesso: la Porta di Santa Caterina, la Porta di Sant’Anna e la Porta dell’Acqua. Già nel 1583, fu edificata la Torre di Casamona per prevenire le incursioni turche. Nel 1640 aveva 400 abitanti. Nel 1811 diventò un casale del regio demanio di Stilo.

Oggi è evidentemente cambiato tutto.

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2017 i cittadini stranieri residenti a Riace erano 470, il 26,2% della popolazione. 

Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

  1. Nigeria, 90
  2. Eritrea, 49
  3. Mali, 34
  4. Camerun, 33
  5. Somalia, 32
  6. Pakistan, 29
  7. Costa d’Avorio, 22

Il sistema d’accoglienza del comune, è stato giornalisticamente definito Modello Riace consisteva in diverse azioni intraprese nel corso degli anni: aderire al sistema SPRAR, servizio di protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, istituito nel 2002. Poi ottenere fondi regionali o mutui per la ristrutturazione delle case dismesse e attraverso le associazione dare accoglienza e ospitalità ai rifugiati e ai richiedenti asilo che potranno lavorare nel comune attraverso laboratori artigiani di tessitura, lavorazione del vetro, confettura. Tra le altre misure intraprese in attesa dell’erogazione in ritardo dei fondi risulta la creazione della moneta locale l’euro di Riace, una sorta di bonus di spesa del taglio di 1,2,10,20,50 e 100 euro utilizzabile anche dai turisti. Il modello coinvolse 550 migranti ospitati a Riace, ma dalla cittadina ne passarono almeno 6000.

Domenico Lucano ne è il sindaco dal 1994.

Lo SPRAR fu pensato come un servizio residuale, perché nel 2002 le richieste di asilo in Italia non si avvicinavano assolutamente alle cifre degli ultimi 7 anni, la Libia era sotto la dittatura ultradecennale di Gheddafi e gli “sbarchi” erano delle pratiche che il popolo italiano ricollegava più ai boat-people asiatici ed ai vicini albanesi che ai ragazzi d’Africa. 

Poi l’emergenza Nord-Africa, la guerra di Libia, e il maremoto di tutti i mali della globalizzazione e del cambiamento climatico che hanno portato l’UNCHCR a parlare per la prima volta della marcia silenziosa di oltre 60 milioni di persone nel mondo. Una marcia come un vento, che qualcuno vorrebbe fermare con le mani e qualcuno con i denti. Ma le marce non si fermano.

In Italia questa marcia ha fatto sì che gli SPRAR divenissero una buona prassi per oltre 1200 comuni, da 3000 accoglienze nel 2009 si è arrivati nel 2017 a 30000 accoglienze. Mentre il pallottoliere del lucro incessante delle cooperative e similari girava all’impazzata con i CAS ( Centri di Accoglienza Straordinaria,alcuni ottimi per carità) un bosco di buone prassi locali cresceva lentamente.

Ora siamo ad un nuovo giro di boa. Si vuol fermare il vento con le unghie e con i denti. 

Minniti ha tentato accordi improbabili ed illegittimi (per la carte internazionali dei diritti umani) con le tribù libiche in lotta, Salvini tenta in continuazione di sminuire il tema dell’asilo ad un gioco dell’infanzia e non ad un baluardo delle civiltà d’occidente. E nell’epoca della grandi migrazioni l’Italia è ferma ad un decreto flussi che ammette solo 30.000 presenze l’anno(!!). Tutti gli altri o sono richiedenti asilo o sono clandestini.

L’altro ieri il  Viminale dice che i migranti accolti nei centri del Comune di Riace verranno trasferiti. La decisione choc arriva nel tardo pomeriggio e scuote il mondo politico. Tante e gravi le irregolarità che il Viminale mette alla base della sua decisione: 34 i punti di penalità accumulati, dal mancato aggiornamento della banca dati del Servizio centrale del ministero dell’Interno, alla mancata rendicontazione dei fondi, fino all’erogazione dei servizi a favore di soggetti diversi da quelli ammessi. E ancora: mancata rispondenza tra i servizi descritti nella domanda di contributo e quelli effettivamente erogati; assenza delle condizioni igieniche e permanenza dei migranti nei centri di Riace oltre i tempi consentiti. Ventuno pagine in cui il ministero dell’Interno spiega perché il modello di Riace è arrivato al capolinea e chiede all’amministrazione comunale di rendicontare entro 60 giorni le spese sostenute.

Al Viminale ci tengono a spiegare che lo stop al progetto di accoglienza del comune calabrese non è un atto politico, ma l’applicazione rigorosa di criteri amministrativi che nulla hanno a che fare con i giudizi di Matteo Salvini come leader della Lega. Come la pensa il vicepremier su quell’esperienza è noto a tutti, con tutto quello che ne è conseguito in termini di polemiche scoppiate dopo gli arresti domiciliari del sindaco Domenico Lucano. La tempistica dei fatti e la coincidenza con il procedimento penale a carico del sindaco aprono però il caso politico che Salvini delimita nell’ambito dell’applicazione della legge. «Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’è la scusa di spenderli per gli immigrati».

L’iter procedurale adesso è arrivato alla sua conclusione, con la revoca definitiva del finanziamento e il trasferimento dei migranti. Ma già nel 2018 il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco era stato avvisato della revoca dei finanziamenti, diventata ufficiale all’inizio di questa settimana. Tanti gli aspetti tecnici della vicenda e tantissime le implicazioni politiche. Salvini non ha mai nascosto la sua avversione politica al sindaco di Riace e ha ingaggiato una ruvida polemica con tutti coloro che hanno difeso quello che lui ha sempre definito «un modello fuorilegge». «Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati», aveva detto in maniera provocatoria il giorno del provvedimento di arresto di Lucano per favoreggiamento di immigrazione clandestina da parte della Procura di Reggio Calabria. Il primo a difendere il sindaco fu l’attore Beppe Fiorello, poi arrivò il commento di Roberto Saviano: «Questo governo, attraverso questa inchiesta giudiziaria, compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell’Italia da democrazia a stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche».

 

Rimane la conclusione di una esperienza, controversa, osannata e demonizzata, sulla quale il leader della Lega pensa di avere avuto la meglio. «E che servirà per esperienza per il futuro ad altri», sibila tra i denti Salvini.

A Riace non ci sarà alcun trasferimento obbligatorio: i migranti si muoveranno solo su base volontaria. È questo il meccanismo che scatta quando un progetto Sprar deve chiudere, perché finisce oppure perché viene revocato dal Viminale. E quanto specificano fonti del Ministero dell’Interno.

Il 2 ottobre, il sindaco Lucano – poi sospeso dall’incarico – è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio di raccolta differenziata.

Dopo l’arresto di Lucano è arrivato un altro duro colpo al modello di accoglienza di Riace: il ministero dell’Interno, infatti, ha disposto il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal comune.

Martedì si terrà anche l’udienza dinnanzi al Tribunale della libertà, che discuterà i risorsi presentati dai legali del sindaco Lucano.

Stamani – ore 10.45 – Lucano lascia Riace – Il primo cittadino ha lasciato il borgo calabrese e ha raggiunto un centro della Locride.

ore 9.00 – Revoca del divieto di dimora per Tesfahun Lemlem, la compagna di Mimmo Lucano –  Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha alleggerito la misura cautelare anche per la compagna del sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano, Tesfahun Lemlem, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il ricorso della donna è stato discusso stamani poco prima di quello di Lucano. Il Riesame ha revocato alla donna il divieto di dimora a Riace, e disposto l’obbligo di firma per due volte al giorno, alle 8 e alle 18.

Nessuno ha ancora commentato questo post.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.