Noi ricordiamo giustamente le leggi razziali, il rastrellamento nazista nel ghetto di roma. E in Norvegia? – di Giancarlo Santalmassi

Ansa

 

Il primo ministro della Norvegia Erna Solberg ha rivolto le scuse ufficiali del governo a tutte le donne norvegesi che durante la Seconda guerra mondiale ebbero rapporti con i soldati tedeschi e che per questo furono punite anche duramente al termine del conflitto. Lo riporta la Bbc.

La Norvegia fu invasa dalle forze naziste nell’aprile del 1940 e si ritiene che circa 50.000 donne norvegesi ebbero rapporti intimi con i soldati tedeschi, incoraggiati in questo dal capo delle Ss Heinrich Himmler, che sperava così di ‘migliorare’ la razza ariana. Le donne furono ribattezzate le ‘ragazze tedesche’ e furono in seguito prese di mira con l’accusa di avere tradito il Paese. Tra le conseguenze cui andarono incontro, la privazione dei diritti civili, la detenzione o addirittura l’espulsione dal Paese verso la Germania, insieme ai loro figli.

“Le autorità norvegesi – ha sottolineato Solberg – violarono la regola fondamentale secondo cui nessun cittadino può essere punito senza processo o condannato. Per molte, fu solo un amore adolescenziale, per alcune l’amore della loro vita con un soldato nemico o un flirt innocente che le segnò per sempre”.

Poche delle ‘ragazze tedesche’ sono ancora in vita per poter apprezzare le scuse, ma lo sono tanti dei loro figli. Si pensa che circa 12.000 bambini siano nati da queste relazioni. Alcuni dei bambini furono presi di mira a loro volta con atti di vendetta, affidati a altre famiglie o collocati in istituti. Nel 2007 un gruppo di loro si appellò alla Corte europea dei diritti dell’uomo per chiedere giustizia, ma il loro caso fu dichiarato inammissibile per il tanto tempo trascorso dai fatti.

4 Commenti a Noi ricordiamo giustamente le leggi razziali, il rastrellamento nazista nel ghetto di roma. E in Norvegia? – di Giancarlo Santalmassi

  1. andrea dolci 20 ottobre 2018 at 14:31 #

    Leggendo la storia ho pensato a come siamo riusciti ad uscire dalla dittatura e dalla guerra civile in maniera tutto sommato accettabile e concludo che la classe dirigente uscita dalla guerra si sta tutta rivoltando nella tomba nel vedere come i successori hanno ridotto e stanno riducendo il paese.

  2. Giancarlo santalmassi 21 ottobre 2018 at 11:23 #

    Caro Andrea, ancora una volta mi trovo perfettamente d’accordo con lei.
    Giancarlo

  3. Paolo Furbacchione 21 ottobre 2018 at 11:54 #

    Un bacio

  4. claudio.oriente 21 ottobre 2018 at 12:45 #

    Perfettamente d’accordo con lei signor Dolci e con lei grande Dottore Santalmassi.

    Buona Domenica.

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