Permettete qualche osservazione su questo Papa? – di Domenico Cacopardo

Dopo un grande papa politico, Giovanni Paolo II, colui che tolse i vitali mattoni che tenevano in piedi il comunismo sovietico, mettendo in moto il meccanismo della sua dissoluzione, e dopo un grande papa teologo, Benedetto XVI (la cui dimensione sarà più chiara quando, sopite le polemiche, ci si renderà conto del valore del suo magistero, al di là delle posizioni preconcette dei cosiddetti progressisti), abbiamo un papa politicante, Francesco I.
Un gesuita, educato a una teoria e a un’azione politica plurisecolare, di flessibilità (mi piego ma non mi spezzo) teologica e pratica, affinata nella vicinanza ai potenti della terra, che si affidavano ai gesuiti per le facili assoluzioni in cambio di segreti di Stato che avrebbero accresciuto il potere della Compagnia di Gesù (a scapito, soprattutto, dei domenicani nemici storici dei seguaci di S. Ignazio).
La vera colpa di Carlo Viganò, il vescovo exnunzio apostolico negli Stati uniti, non consiste nell’attacco frontale nei confronti del papa, quanto nell’avere messo in luce all’attenzione del mondo cattolico le sue contraddizioni in una materia così delicata e complessa come la pedofilia e, non marginalmente, sull’omosessualità.
Abituato all’argentina, cioè all’esaltazione acritica dei sentimenti del popolo (la sua variante della teologia della liberazione attribuisce alla volontà del popolo l’ispirazione di Dio), alla pronuncia di frasi a effetto sul capitalismo, sulla finanza, sul lavoro, su tutto ciò che può apparire popolare, capace cioè di vellicare l’orecchio dei suoi ascoltatori (in decrescita), Francesco I deve confrontarsi con fatti assodati e incontrovertibili della sua azione pastorale, primo fra tutti il comportamento nel caso cileno e in quello nordamericano. Il Cile, un pasticcio irrimediato, dopo l’accettazione della verità «ufficiale» e la scoperta di una squallida e criminale verità reale. Negli Usa, il corrivo silenzio di fronte alla situazione del cardinale di Washington, dovuto probabilmente al peso finanziario del clero americano nel sostentamento della Santa Sede. Quest’ultima, scrive Massimo Franco, è compatta intorno al suo pastore.
Ma non è così, basta un giro a S. Monica per capirlo.

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2 Commenti a Permettete qualche osservazione su questo Papa? – di Domenico Cacopardo

  1. andrea dolci 14 settembre 2018 at 10:58 #

    Mi sembra un papa figlio di questo tempo privo di punti fermi. Un papa che cambia linguaggio e argomenti a seconda della platea a cui si rivolge, che cerca il consenso della piazza puttosto che la difesa e la promozione dei valori.
    Per come non ha saputo rimettere ordine nelle gerarchie e per come oscilla da un punto di vista più prettamente cattolico, temo che il personaggio sia “unfit” per il ruolo.

    P.S. bentornato Dott. Cacopardo

  2. Paolo Furbacchione 14 settembre 2018 at 14:53 #

    “Dopo un grande papa politico, Giovanni Paolo II, colui che tolse i vitali mattoni che tenevano in piedi il comunismo sovietico, mettendo in moto il meccanismo della sua dissoluzione” Da tempo non ridevo così.

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