Forse il giornalismo tradizionale sta commettendo molti errori – di Giancarlo Santalmassi

Leggevo Repubblica questa mattina. E un titolo mi ha dato da pensare. Questo:
“Fatori: basta toni violenti – I comunicatori ormai hanno troppo potere”.
Elena Fattori è una grillina della prima ora presidente della commissione agricoltura del senato. Piu giù nella microintervista aggiunge: “il problema è dello strapotere di chi si occupa di comunicazione nell’M5s, non è di Rocco Casalino o chi per lui. E di chi questo potere glielo lascia”. Il riferimento è alla famosa minaccia di fare i conti con i valorosi funzionari del MEF che sostengono Tria nella sua voglia di risoetto del rigore finanziario.
Aggiungerei personalmente: la colpa è anche di chi a tutto questo bla bla concede ampi spazi sui giornali. Una volta, quando mi cacciarono (accadde spesso) da una trasmissione, mi contattò un giornalista della carta stampata per chiedermi cosa pensavo del mio successore alla conduzione di quella stessa trasmissione.
Io risposi: “Non parlo, perché non voglio darvi il pretesto di riempire una colonna e una pagina del vostro giornale: voi riassumerete in una colonna quello che io penso, guadagnandovi cosi il diritto a riempire il giorno dopo magari una pagina intera con l’intervista al mio successore. Volete occuparvi del caso? Mettetevi in gioco: avete orecchie per sentire e testa per giudicare. Scrivete voi quello che ne pensate voi’
Forse i guai per l’editoria tradizionale cominciarono quando una legge che la governava che stabiliva una proporzione tra articoli e pubblicità (serviva a evitare il fenomeno dilagante, negli anni 70 credo di ricordare, dei giornali elenchi telefonici, cataloghi veri e propri, troppa pubblicità e poche notizie. E stabilirono un rapporto nuovo tra spazio dedicato alle notizie e spazio dedicato alla pubblicità. Quale fu il risultato? Che scomparvero le notizie brevi: quello che occupava, perchè lo meritava, tre righe si trasformò in pezzi da 30 righe.
Ricordate quando pudicamente in una paginata intera il Corriere della sera in un box a centro pagina riassumeva il fatto che quell’intera pagina occupava col titolo ‘in breve’?
E cosi date a Casalino quel che Casalingo merita: anche il silenzio, tanto bastano i diluvi di tweet.

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