E in Italia saremmo il paese dell’accoglienza? – di Giancarlo Santalmassi

Laggiù, nel tacco dello stivale Italia, irregolari e neri muoiono di fatica e di altro. In Puglia ci si può spezzare la schiena gratis a raccogliere pomodori. Come definire la remunerazione di un euro al quintale raccolto?

Due anni fa Paola Clemente 49 anni, era morta di schianto sui campi: 12 ore di lavoro quotidiano, inizio alle 3 e 30 del mattino fino alle 15,30 del pomeriggio per 32euro. Era bianca, pugliese. Non aveva mai denunciato i caporali, altrimenti come altre avrebbe perso il lavoro. Era addetta alla acinellatura dell’uva, operazione che prevede l’asportazione degli acini più piccoli per rendere l’uva da tavola esteticamente piu apprezzato dal consumatore.

Spezza la schiena: lavoro oneroso, costoso, svolto a paga miserabile in nero e senza contributi. Il caporale passa a raccogliere i braccianti, li carica su un pullmino scassato e senza assicurazione e soprattutto senza controlli meccanici e spesso il viaggio finisce cosi, sbandando nel sangue. Paola era dei nostri. E se trattiamo cosi i “nostri” i Salvini che chiudono i porti, e i Di Maio che si preoccupano della dignità come tratteranno i neri?

Paese dell’accoglienza il nostro?

Come diceva il principe de Curtis?

“Ma mi faccia il piacere…….”

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