Attenti: tutto quello che i 5stelle dicono del Ceta è falso – di Giancarlo Santalmassi

 

Il governo Lega-M5S ha più di una volta fatto intendere che l’Italia non ratificherà il CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada. Lo ha detto chiaramente a giugno il ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio, e più recentemente ha avanzato dubbi il vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio.
Sarebbe un grave errore, perché, come scrive Giovanni Caccavello nel focus Altro che sovranismo. L’interesse nazionale è la globalizzazione: il caso del Ceta (PDF), «Contrariamente a quello che molti sembrano credere, il CETA stimolerà la crescita economica, aiuterà centinaia di migliaia di piccole e medie imprese europee a trovare nuove opportunità di sviluppo e crescita in un mercato importante come quello canadese e sosterrà la creazione di nuovi posti di lavoro».
Nel focus, l’autore esamina le principali false argomentazioni che gli esponenti della maggioranza di governo in carica hanno detto negli ultimi tempi a proposito del CETA, in particolare il fatto che tuteli solo una piccola parte dei prodotti dop e igp, che il made in Italy si protegge con la chiusura dei mercati, che l’accordo avvantaggia solo le multinazionali a scapito dell’occupazione e della salute.
Nessuna di queste motivazioni è, a ben vedere, fondata. Anzi, conclude Caccavello, «il libero scambio migliora l’efficienza globale nell’allocazione di risorse; permette alle nazioni di specializzarsi nella produzione di tutti quei beni e servizi che queste sanno produrre meglio; consente ai consumatori di beneficiare notevolmente da metodi di produzione più efficienti; permette alle nazioni di crescere maggiormente nel lungo periodo. Il CETA ne è semplicemente l’ennesima, ulteriore, conferma. Chi non vuole ratificarlo è il primo a essere contro gli italiani e il “Made in Italy”».

Istituto Bruno Leoni

Un commento a Attenti: tutto quello che i 5stelle dicono del Ceta è falso – di Giancarlo Santalmassi

  1. Paolo Furbacchione 1 agosto 2018 at 23:38 #

    Certo, come no. La domanda è una sola: da quando è stata introdotta la globalizzazione , la maggioranza degli italiani sta meglio o pegiio? La risposta è scontata: peggio, altrimenti col cavolo che votavano per la Lega e il 5 Stelle. Quindi è inutile che istituti come il Bruno Leoni scrivano che la globalizzazione è una manna dal cielo: perchè lo è per pochi, mentre condanna senza appello la maggioranza degli italiani. Ora, se stare al governo significa essere felici perchè una ristrettissima cerchia diitaliani si arricchisce mentre la stragrande maggioranza fa il eprcorso esattamente contrario (cioè, tanto per dire, quello che hanno fatto gli ultimi governi), tutto bene. Purtroppo per loro gli italiani hanno capito sulla loro pelle quanto le cifre manipolate ad arte dai vari istituti bruni leoni (la storpiatura è voluta) valgano: ed infatti, in un estremo tentativo di ribellione, hanno fatto le scelte opportuno nella cabina elettorale. Chiedetevi perchè il consenso a questo governo è al 70%: poi continuate a ripetervi che è perchè c’è la propaganda putiniana in inaternet. Così vinciamo a mani basse anche le prossime elezioni.

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