Questa volta impariamo dalla rivista Rolling Stones. Hanno ragione: non si può più tacere – di Giancarlo Santalmassi

Fa male vedere, giorno dopo giorno, un’Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro. Un’Italia rabbiosa e infelice. Fa ancora più male prendere atto che questa rabbia si è fatta potere. Non vogliamo che il nostro Paese debba trovare un nemico per sentirsi forte e unito. Per questo non possiamo tacere.

I valori sui quali abbiamo costruito la civiltà, la convivenza, sono messi in discussione. Ci troviamo costretti a battaglie di retroguardia, su temi che consideravamo ormai patrimonio condiviso e indiscutibile. I sedicenti “nuovi” sono in realtà antichi e pericolosi, cinicamente pronti a sfruttare paure ancestrali e spinte irrazionali. Dobbiamo opporci a chi ci porta indietro, a chi ci costringe a diventare conservatori. Not in my name, non nel mio nome, nel nostro nome. Questo dev’essere chiaro, da subito. Così com’è chiaro che solo provando a stare insieme possiamo tornare ad avere un presente, e immaginare il futuro.

Rolling Stone, sin dalla sua fondazione, 50 anni fa, significa impegno nella vita politica e sociale, lotta al fianco degli ultimi e coraggio nel dire sempre da che parte sta. Caratteristiche vitali e per noi irrinunciabili. Crediamo che oggi in Italia sia fondamentale prendere una posizione chiara, crediamo che volgere lo sguardo dall’altra parte e aspettare che passi la bufera equivalga a essere complici, crediamo, una volta di più, nel soft power della cultura pop, nella sua capacità di unire, condividere, accogliere.

Perciò abbiamo chiesto ad artisti e protagonisti della vita culturale italiana, che tante volte in questi anni abbiamo incrociato e raccontato. Di seguito i pensieri di quelli che condividono la necessità di lottare insieme perché l’Italia rimanga una società aperta, moderna, libera e solidale.

Rolling Stone

Ps: facciamolo tutti.

Nda

3 Commenti a Questa volta impariamo dalla rivista Rolling Stones. Hanno ragione: non si può più tacere – di Giancarlo Santalmassi

  1. andrea dolci 5 luglio 2018 at 13:07 #

    Capisco che non è compito degli artisti, però vorrei che qualcuno iniziasse a ragionare sul perché si sia giunti ad un livello di imbarbarimento così preoccupante.
    Senza l’enorme lassismo verso chi viola le leggi, senza una becera ed irragionevole tolleranza che genera ineluttabilmente intolleranza sarà veramente difficile togliere acqua al mulino di chi fomenta l’avversione nei confronti degli “altri”.
    Se lo Stato vuole che la gente si senta al sicuro e possa abbracciare i valori di apertura e solidarietà inizi seriamente a sbattere in galera i delinquenti.

    P.S. uno degli argomenti utlizzati nella lotta al salvinismo è il calo dei reati ma se andiamo a vedere i dati Eurostat scopriamo che nonostante il calo, quanto a furti in appartamento e furti d’auto abbiamo tassi più che doppi rispetto a Spagna, Francia o Germania. Difficile meravigliarsi se poi la percezione della gente è di vivere in un paese poco sicuro .

    P.P.S. Tre mesi fa un mio amico ha avuto l’appartamento visitato da tre signori che hanno rubato soldi e gioielli. I ladri sono stati individuati e arrestati dopo poche ore perché avevano provato ad usare una delle carte di credito rubate. Il PM li ha semplicemente denunciati a piede libero nonostante le diverse condanne accumulate nel tempo perché trattandosi di “furti semplici” non c’è pericolosità sociale. Ovviamente i tre personaggi nella loro carriera criminale di prigione non ne hanno quasi mai fatta e anche questa volta sono potuti tornare tranquillamente alla loro occupazione di ladri di appartamento col benplacito dello Stato.

    • Antonio Rondon 6 luglio 2018 at 14:18 #

      Buongiorno Santalmassi, questa volta non la seguo.
      Sottoscrivo ciò che qui ha scritto Andrea Dolci, anche nella punteggiatura. La rabbia popolare non può essere semplicemente derubricata ad un umore bestiale , quindi basso , grezzo e proveniente dalla pancia.
      “L’enorme lassismo delle istituzioni ed la becera e d irragionevole tolleranza , non ha portato a nulla. Con buona pace di chi predica dicendo “ci vuole uno sforzo culturale” cosa rispondo io ad una ragazza che mi dice che in stazione a Mestre da sola non ci può più andare ? è lei una pericolosa sovversiva che inneggia al razzismo o deve semplicemente cercare di arrivare a casa intera. Sottovalutare la rabbia popolare non ha portato a nulla in passato e non porta a nulla oggi.
      Con amarezza , un saluto.

  2. Giancarlo Santalmassi 6 luglio 2018 at 18:21 #

    Sa Rondon? Anch’io sono perfettamente d’accordo con lei e con Dolci. Siamo nel baratro.
    Gcs

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