Pretese impossibili, ma per i soloni del commercio on line, in politica tutto è possibile.

 

Si può ritenere che i negozi debbano stare chiusi di domenica, per evitare che ai commessi sia chiesto di lavorare in giorni festivi, o si può giudicare che debbano poter essere aperti, per garantire un’opportunità in più ai consumatori.

Va da sé che anche se piccoli esercizi e centri commerciali dovessero restare obbligatoriamente chiusi, Internet è sempre a disposizione. Quello che è impossibile sostenere, senza voler adottare misure drastiche, da regimi autoritari, è che si possa vietare il commercio on line nei giorni di festa.

È impossibile, ma in politica tutto è possibile.

Si spiega così la surreale proposta avanzata alla Camera dei deputati dal sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Davide Crippa, insieme ad alcuni colleghi parlamentari sempre del M5S. Evidentemente consapevoli che limitare gli orari di apertura ai negozi fisici porta con sé la critica concreta di fare un torto agli esercizi tradizionali dirottando le abitudini di acquisto verso l’on line, comodo e aperto h24, i proponenti avanzano l’ipotesi che nei giorni festivi si può comprare e completare gli ordini on line, ma le fasi successive (fondamentalmente, la spedizione) dovranno concludersi a ‘orari di negozio’, qualora avvengano in Italia. Ne saranno felici i commercianti cinesi o i portali americani delle grandi piattaforme di acquisto. Un modo bizzarro di proteggere l’economia domestica.

La relazione illustrativa della legge dice che l’obiettivo di questa è «ripristinare la situazione precedente». Ma per “ripristinare la situazione precedente” bisognerebbe andare casa per casa a sequestrare modem e router wi-fi. Per “ripristinare la situazione precedente” la domenica dovrebbe valere non solo il divieto di compravendita, ma anche quello di utilizzo dello smartphone: da spegnere il pomeriggio di sabato e riaccendere il lunedì mattina.

Non si può “ripristinare la situazione precedente” quando il mondo è cambiato e la connettività è talmente importante da essere rivendicata (dagli stessi Cinque stelle!) come un diritto fondamentale. Anche senza considerarlo tale, internet è diventato uno strumento abituale anche per fare acquisti, e impedirlo senza sequestrare i telefonini o bloccare l’accesso alla rete è impossibile. C’è da credere che lo sappiano anche l’on. Sottosegretario Crippa e i suoi colleghi. Il loro maldestro tentativo di includere lo shopping italiano on line nell’ambito della regolazione degli orari sembrerebbe esserne una conferma.

Istituto Bruno Leoni

3 Commenti a Pretese impossibili, ma per i soloni del commercio on line, in politica tutto è possibile.

  1. andrea dolci 24 luglio 2018 at 14:28 #

    Quando i partiti erano ancora una cosa seria, certi personaggi venivano anestetizzati e messi in condizione di non nuocere, oggi li fanno sottosegretari di ministeri importanti.

  2. claudio.oriente 24 luglio 2018 at 16:46 #

    Questi sono una massa di cialtroni incompetenti.

    Distinti saluti.

  3. Paolo Furbacchione 26 luglio 2018 at 11:58 #

    Ah, questi italiani che non hanno avuto l’intelligenza di capire quanto era competente la boschi!!!!!!

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