Da non perdere assolutamente – di Giancarlo Santalmassi

Stefano Micossi ha appena scritto su Inpiù:
Lo scontro in atto tra la ragioneria generale dello stato e il ministro del lavoro e dello sviluppo Di Maio (nonché vicepresidente del consiglio) suona ancora una volta un campanello d’allarme sulla compatibilità tra la filosofia del M5S e il sistema di regole sul quale si regge la nostra democrazia. I fatti sono fin troppo chiari. Su spinta dello stesso Di Maio, il governo approva un decreto che di ragioni di necessita’ e urgenza ne ha poche, ma che serve molto alla campagna mediatica del suo promotore. Il provvedimento rende più difficili e costosi i contratti a termine e, allo steso tempo, alza significativamente il costo dei licenziamenti senza giusta causa nei contratti di lavoro a durata illimitata. Dunque, vi sono pochi dubbi che vi sarà una diminuzione dei contratti a termine – leggi: meno occupati. Appare anche poco probabile che la riduzione dei contratti a termine sia compensata da un aumento dei contratti a tempo indeterminato, sia per l’aumento del costo del licenziamento, sia in generale perché il ricorso ai contratti a termine riflette normalmente la natura meno stabile della domanda di lavoro sottostante. Il governo aveva argomentato il contrario nella sua relazione alla ragioneria per la ‘bollinatura’, sostenendo che l’aumento dei contratti a tempo indeterminato avrebbe compensato il calo di gettito fiscale dovuto alla contrazione dei contratti a tempo determinato.

La ragioneria non si è accontentata di queste pie speranze e ha chiesto una verifica all’INPS; da quella verifica esce il numero di un calo totale di occupati pari a 80.000 unità in un decennio, 8.000 nel primo anno.  Al MEF non restava scelta e ha incorporato quelle valutazioni nella relazione tecnica al provvedimento inviata al parlamento. Qui scatta la reazione di Di Maio, che parla di ‘manine’ che cercano di sabotare il provvedimento, di ‘vipere’ annidate nell’amministrazione da rimuovere, di lobby al lavoro contro il governo del cambiamento. Lo stesso Di Maio aveva tuonato il giorno prima contro i ‘funzionari’ che eventualmente osassero esprimersi a favore del CETA, il trattato commerciale con il Canada che il M5S non vuole ratificare per proteggere quattro produttori di formaggio. Non molto tempo fa, lo stesso Di Maio aveva chiesto l’impeachment del presidente Mattarella, reo di non aver accettato la proposta di mettere Savona al MEF.

Emerge chiaro un pattern di comportamento che è anche una filosofia: chi solleva obiezioni alle linee della maggioranza è un sovversivo e va rimosso. Le valutazioni indipendenti non piacciono. Il fatto che alcune di esse provengano da organi di rilevanza costituzionale, la cui indipendenza non può essere minacciata, per il nuovo arrivato non conta.  Non è difficile vedere all’orizzonte uno scenario in cui, quando i seri danni economici delle ricette anti-mercato di Di Maio incominceranno a manifestarsi, chi denuncerà il misfatto verrà bollato come nemico del popolo sovrano. Il primo passo sul piano inclinato di un governo autoritario.

Caro Stefano, condivido tutto. Solo permettimi di dire: “…..Primo passo sul piano inclinato di un governo autoritario”?
Siamo gia nettamente nel baratro: personalmente lo vado dicendo dal primo  giorno.
questi sono fascisti. E basta.
gcs

9 Commenti a Da non perdere assolutamente – di Giancarlo Santalmassi

  1. andrea dolci 16 luglio 2018 at 17:27 #

    Senza richiamare l’idea gobettiana del rapporto tra Fascismo e popolo italiano, quanto sta accadendo mi pare la degna conclusione del battage mediatico avviato da Belrusconi e ripreso da Renzi sul fatto che la volontà popolare può su tutto dimenticando che Democrazia non significa affatto dittatura del voto.
    Il paradosso è che chi è sceso in piazza per difendere “la Costituzione più bella del mondo” e proponeva Rodotà Presidente della Repubblica, oggi calpesta quotidianamente la Carta e sbianchetta senza ritegno gli articoli che non fanno comodo; l’articolo 97 è l’ultima vittima.

  2. Paolo Furbacchione 17 luglio 2018 at 23:00 #

    Gli occupati in italia sono circa 23 milioni. QUi si fa una previsione a 10 anni (dieci, non so se mi spiego) e la si ritiene seria. Ora vi faccio una domanda: davvero pensate che sia credibile una proiezione a dieci anni? Con tutto quello che può accadere in mezzo? Ma soprattutto: davvero credete che la ragioneria sia in grado di effettuare dei calcoli così accurati da arrivare al millesimo (8.000 su 23 milioni è circa 1 su 2.875)? In una materia come l’economia che di scientifico ha ben poco? Vorrei che mi deste queste risposte, ve ne sarei grato. E rivolgo la domanda soprattutto al direttore.

  3. Paolo Furbacchione 18 luglio 2018 at 23:11 #

    Non voglio darmi un’importanza che non ho, ma visto quello che è stato scritto nell’articolo una risposta me l’aspettavo…

    • andrea dolci 19 luglio 2018 at 14:45 #

      Il punto non è se la previsione sia o menò attendibile. Chiunque conosca l’abc della simulazione sa che ogni previsione ha delle incertezze più o meno ampia tant’è che le relazioni dei tecnici non sono quasi mai ostative alla firma un decreto.
      Il problema nasce quando il mediocre politicante di turno pretende che i tecnici dicano solo quello fa a lui comodo pena il licenziamento in tronco.
      Spero che finalmente abbia capito dove sta il problema specifico e già che ci siamo vorrei anche aggiungere la naturalezza con cui il vicepremier ha mentito spudoratamente e ripetutamente sulla “manina” visto che se avesse perso un po’ del suo prezioso tempo a leggere le carte o se si fosse almeno circondato di collaboratori decenti, avrebbe saputo da giorni della simulazione, altro che la modifica nottetempo.
      Concordo con il Direttore sul fatto che il modo di ragionare sia tipicamente fascista ma questi sono troppo ignoranti ed incapaci per rappresentare un reale pericolo autoritario.

      • Paolo Furbacchione 19 luglio 2018 at 18:30 #

        Eh no, il problema è proprio quella previsione.Dolci, è proprio il contrario. Visto che nessuno, ripeto nessuno, è in grado di fare una previsione come quella, il fatto che venga propagata alla stampa significa semplicemente che qualcuno vuole INVENTARSI (e sottolineo INVENTARSI) palle per intralciare il governo. Quindi qui non si tratta di fascismo del governo, ma di infedeltà e tradimento dei funzionari. Per finire, come al solito, nessuno si prende la briga di rispondermi nel merito, perchè sapete benissimo che non potete smentire quanto ho scritto.

        • andrea dolci 19 luglio 2018 at 22:43 #

          Perché la stima non sarebbe possibile ? Lo sa che esistono diversi soggetti, Confindustria e ISTAT, solo per citarne due noti, che normalmente inviano alle aziende questionari pieni domande proprio su temi sensibili come investimenti e andamenti dell’occupazione ?
          Nulla vieta che si critichino previsioni però qui siamo al paradosso che si attacca una stima che, per inciso, è ritenuta da chi è nel settore pesantemente ottimistica, mentre si accetta come certo l’assunto che cancellando la possibilità di far contratti a tempo determinato, automaticamente le aziende offriranno contratti a tempo indeterminato, idea che è controfattuale rispetto alla realtà e che non a caso è portata avanti sono da una parte del sindacato, proprio quella che ha un approccio totamente ideologico ai problemi del lavoro.
          Veramente ci dovremmo scandalizzare per il ramoscello di una previsione tecnica e non invece per la trave di chi ne 2018 crede ancora che sia possibile piegare la realtà al colore dell’ideologia ?
          Vedo invece che anni di berlusco/renzismo hanno reso totalmente accettabile l’attitudine a mentire in maniera spudorata.
          P.S. senza il casino sollevato da Di Maio, incluse le minacce ai tecnici e il richiamo al solito complotto dei poteri forti, nessuno si sarebbe occupato della tabella incriminata; altro che complottone !.
          P.P.S. Già solo il fatto di richiamare “la fedeltà dei funzionari “ è una ammissione implicita di fascismo.
          P.P.P.S. Immagino che non avendoLe dato ragione Lei continui ad essere convinto di non aver ricevuto alcuna risposta.

          • Paolo Furbacchione 20 luglio 2018 at 00:39 #

            Lei non mi ha dato una risposta nel merito. Non esiste la possibilità di fare una previsione di quel genere accurata alla quarta cifra decimale. E’ semplicemente ridicolo, in una cosa (mi rifiuto di chiamarla scienza, perchè non lo è) come l’economia. E la sfido a dimostrarmi il contrario.

  4. Paolo Furbacchione 20 luglio 2018 at 00:41 #

    E si ricordi che quando io parlo di fedeltà non mi riferisco certo al governo, ma a quella dovuta alla Repubblica. Glie lo specifico perchè credo che non abbia capito nemmeno questo, del mio intervento.

  5. andrea dolci 23 luglio 2018 at 15:45 #

    Tranquillo, Direttore, il divino Casaleggio ha dichiarato che tra non molto il Parlamento diventerà un inutile orpello.

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