Arrivederci Roma……di Giancarlo Santalmassi

Si chiama ‘Eclissi’, ma l’inchiesta della procura non si capisce quando farà luce su quanto sta accadendo a Roma. Ormai ‘mafia-capitale’ sembra diventata un’etichetta indelebile per questa città. Cosa può stupire i romani dopo il famoso funerale dei Casamonica? Quando su una monumentale carrozza funebre (tiro a sei, in trasferta da Napoli) nel quartiere don Bosco (periferia sud) tappezzato di manifesti col volto del mafioso in primissimo piano vestito di bianco col crocifisso al collo e la scritta “Hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso” furono fatti piovere petali di rose da un elicottero senza che nessuno (Vigili? Comune? Polizia? Authority del volo) ne sapesse assolutamente nulla.Questo in città. Ma sul litorale (Ostia) è peggio. Estorsioni, racket, traffico di droga e omicidi. Il muro che divide la sabbia dal lungomare fu fatto abbattere da Ignazio Marino (che forse pagò anche per questo). La riviera dei romani, che non avrebbe nulla da invidiare nel suo piccolo a Miami, prospera sul fatto di essere una meta obbligata di tre milioni di persone. Ma come tutti i monopoli è controllato da chi è in condizione di sfruttare la situazione. Il trenino che collega la città dalla stazione Ostiense fino a Castel Fusano è in condizioni pietose. L’offerta di acquisto da parte della società che gestisce la metropolitana di Parigi, che ne avrebbe fatto un gioiello di efficienza, non è stata neppure presa in considerazione. Il litorale ‘gode’ di un’extraterritorialità totale rispetto alla legalità. Si può scegliere tra i Fasciani o gli Spada (due clan ovviamente). I Fasciani più sotterraneamente degli Spada. Che rimasero vittima dell’attenzione di tutti i media nazionali attirata dalla testata inferta in diretta alla giornalista del TG3 e al suo operatore, inseguiti con una mazza da baseball. In questo quadro è chiaro che fu logico che il lato nord di ostia quello che confina con lo squallore dellidroscalo fu teatro dell’osceno assassinio di Pierpaolo Pasolini a opera del drop-out Pino Pelosi, detto ‘la rana’.

La Dia lo dice con chiarezza nel suo rapporto: “A Roma si evidenziano sempre più organizzazioni assimilabili alle cosche di Sicilia, Calabria e Campania. Le formazioni criminali sono basate su stretti vincoli di parentela che realizzano pienamente una fattispecie da 416 bis. Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con tutta la sua scia di reati ‘satellite’, per le proporzioni raggiunte, e grazie ad uno scacchiere geopolitico in continua evoluzione, è oggi uno dei principali e più remunerativi business criminali, che troppe volte si coniuga tragicamente con la morte in mare di migranti, anche di tenera età”. Allora che senso ha la dichiarazione di Beppe Grillo che “occorre tendere al ‘carcere zero’? Proposta per di più extracontrattuale, visto che i gialloverdi concordano sul principio ‘più carceri da  costruire e meno pene alternative’?

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