Finalmente visto il bluff della Gabanelli, del Corriere della Sera e di De Bortoli che la volle a tutti i costi – di Giancarlo Santalmassi

Più di sessanta economisti italiani hanno scritto al Corriere della Sera una lettera di rettifica per un articolo pieno di errori e imprecisioni, che però per adesso i lettori del principale quotidiano italiano non hanno potuto leggere. Da quasi 10 giorni i professori – da Londra a New York, da Milano a Palermo, da Torino a Boston, da Bologna a Seattle – attendono la pubblicazione della loro lettera, ma adesso sembrano aver perso le speranze. Hanno capito che per la loro missiva, scritta come fanno i professori al termine di un lungo processo di tante correzioni, aggiunte e limature, non c’è spazio. Eppure il tema, la sostenibilità del debito italiano e la riforma dell’Eurozona, è di fondamentale importanza e attualità nel dibattito pubblico e politico. Tutto parte da un articolo di Milena Gabanelli nella sua rubrica “Dataroom” dal titolo “Debito: un’idea per uscirne vivi e tornare a crescere”, in cui l’autrice spiega che la Bce “presta soldi alle banche dei vari paesi dell’Eurozona” applicando tassi di interesse diversi (“19 paesi, 19 tassi diversi”), svela “l’invenzione dello spread” e critica un sistema che fa chiudere le imprese italiane e av- vantaggia “le concorrenti tedesche o francesi”. Infine la Gabanelli espone “una proposta alternativa” per alleggerire il peso del debito e far sparire lo spread ideata da “un gruppo di economisti italiani, fra cui Marcello Minenna (direttore Consob), Roberto Violi (direttore Bankitalia), Giovanni Dosi (professore ordinario all’università Sant’Anna di Pisa ) e Andrea Roventini (professore associato sempre a Pisa) supportati anche in sede Ocse (dal policy advisor del Tuac Ronald Janssen)”.

L’articolo dell’ideatrice di “Report”, a partire da un’infelice sintesi video in cui rappresentava la Germania con un cappello nazista (poi rimosso con tante scuse “è stato un errore grafico”), era pieno di cose che non quadravano. Inclusa questa “proposta alternativa” che è introvabile: Gabanelli, a cui è stato chiesto di fornire il documento, non l’ha reso pubblico ma ha risposto sui social di richiederlo agli autori. I quali però, interpellati dai colleghi, non rispondono (ma dovrebbero presentare la proposta, per ora inaccessibile, domani alla Sant’Anna di Pisa). 

Così, dopo un po’ di domande a vuoto via social network di Michele Boldrin, Gianluca Codagnone, Ugo Panizza, Riccardo Puglisi, Mario Seminerio e altri, oltre sessanta economisti – dalla A di Orazio Attanasio (University College di Londra) alla Z di Giulio Zanella (Università di Bologna) – hanno scritto una mail alla direzione del Corriere per sottolineare gli “errori fattuali e logici” dell’articolo della Gabanelli: il funzionamento del sistema di pagamenti Target 2, la definizione di spread e delle sue cause, come presta e a che tassi la Bce, il contenuto e persino l’esistenza del piano dettagliato che risolverebbe tutti i problemi e via di seguito. Nella missiva c’è una critica di merito e una di metodo visto che, oltre agli errori, alcune delle fonti citate nell’articolo erano inaccessibili e non verificabili.

Agli economisti è giunta una stringata risposta privata della Gabanelli (a cui è seguita una seconda mail dei sessanta alla direzione), ma ancora nessuna pubblicazione. E non si comprende bene perché, visto che il Corriere ha sempre dimostrato di essere aperto alle interazioni e alle contestazioni dei suoi articoli. Ad esempio giorni fa è stata pubblicata una lettera di Massimo Mucchetti che contestava un punto di un editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi (con replica dei due economisti). E ieri è stata pubblicata una dura lettera degli onorevoli Alberto Bagnai e Claudio Borghi del “dipartimento economia della Lega” contro un articolo di Federico Fubini (con replica del vicedirettore del Corriere).

Due sono le ipotesi. O gli amici del Corriere (ma non ci crediamo) non ritengono gli economisti dei dipartimenti delle principali università del mondo importanti come quelli del “dipartimento economia della Lega”. Oppure in Via Solferino tutti possono essere criticati, dagli editorialisti Alesina & Giavazzi al vicedirettore Fubini, tranne la Gabanelli che ha una specie di immunità. 

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