Barbano e il Mattino: terza puntata. La lettera dei redattori al nuovo direttore è stata rifiutata- di Giancarlo Santalmassi

Ecco la lettera dei collaboratori piu celebri  de il Mattino  (su tutti Biagio de Giovanni) al nuovo direttore, dopo il licenziamento di Alessandro Barbano.

Lettera che non è stata pubblicata.

Un segnale ulteriore del degrado del paese,in particolare di Napoli.

Caro Direttore,

in un quadro politico che cambia confusamente e che accredita linguaggi semplificati, programmi fantasiosi e perfino oscure identità geopolitiche, abbiamo appreso increduli del licenziamento di Alessandro Barbano dalla direzione del Mattino. Barbano aveva restituito a questa storica testata un prestigio perduto da anni, proponendo un quotidiano aperto a un’analisi critica della realtà, ispirato a un moderno liberalismo, geloso delle istituzioni repubblicane, strenuo difensore delle garanzie e dei diritti dei cittadini. Il suo allontanamento ci sembra segnalare una pericolosa tendenza a seguire, talvolta pedissequamente, il carro della politica di Palazzo.

Ma riteniamo non meno gravi le reazioni a un atto così repentino, ufficialmente immotivato, in qualche misura drammatico. Le reazioni, infatti, non ci sono state. Quel che in altri tempi avrebbe suscitato grande scandalo, sta passando sotto silenzio. Non una parola è stata spesa  da parte della stampa nazionale e perfino della stampa locale. Non una parola è venuta da una solitamente combattiva Fnsi, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dai sindacati confederali. Non una parola dalle autorità del territorio, da Vincenzo De Luca, da Luigi de Magistris, dai partiti. Un silenzio tombale, che contrasta vistosamente con la prontezza rumorosa con la quale qualsivoglia minaccia alle risorse del Mezzogiorno viene in genere stigmatizzata dalla sua classe politica e dalla sua opinione pubblica. 

Non è per una corriva acquiescenza al retroscenismo che denunciamo le due notizie: il licenziamento e il silenzio. Esse avvengono nei giorni stessi in cui cambia il quadro governativo e sembra dilagare una lettura manichea del Paese e del mondo che sarebbe errato giudicare semplicemente ingenua. I guasti che essa può comportare per lo spirito pubblico sono sotto gli occhi di tutti. E l’appello al coraggio dei moderati, che Barbano ha voluto affidare al suo ultimo, bellissimo editoriale, suggerisce la strada da prendere. 

Tutto questo non ha ovviamente nulla a che vedere con la tua scelta responsabile di prendere le redini del giornale in un momento difficile.

Biagio de Giovanni

Paolo Macry

Aldo Masullo

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