Verso un governo balneare? Attenzione perché….c’è puzza di fascismo…- di Giancarlo Santalmassi

Governo balneare è un’espressione del gergo parlamentare italiano ed è un vizio antichissimo della nostra politica. Ho gia’ citato più volte la ricchezza della nostra fantasia nel definire variamente tali governi: di tregua, di transizione, di raffreddamento, ponte e infine (ma me ne potrebbe essere sfuggito qualcuno), balneari.  L’invenzione lessicale risale al 1921. Quell’anno nacque il primo governo Bonomi. Con quella definizione si indicò un esecutivo nato con un mandato a breve termine, di transizione e decantazione, al fine di dare tregua con una «pausa estiva» a tensioni politiche particolarmente aspre all’interno di una maggioranza. Poi il lessico si ripeté nel dibattito politico innestatosi sulla crisi del sesto governo De Gasperi (luglio 1951).

Pur essendo  un’espressione gergale ampiamente usata, gli esecutivi italiani effettivamente nati in estate con un profilo di transitorietà sono stati il governo Pella, (dal 17 agosto 1953 al 19 gennaio 1954 cioè per 5 mesi e 1 giorno, definito informalmente “di transizione” per approvare le leggi di bilancio). Fu il primo governo in cui il candidato accettò l’incarico senza riserva (come vedete, qualche analogia col Cottarelli di oggi c’è) e venne definito “governo amministrativo”. Questo per la storia. Ma per la memoria, almeno per quella degli ultrasessantenni, furono specificamente definiti balneari quelli formati da Giovanni Leone e il secondo governo Rumor, tutti governi nati tra giugno e agosto e durati dai quattro ai sei mesi circa. La storia non si ripete? Forse è così ma le condizioni (soprattutto economiche, ma non solo) non sono quelle. All’epoca c’erano Pci e Psi che motivarono il voto contrario tramite Togliatti e Nenni mentre il Psdi si astenne. Il voto favorevole arrivò invece dai monarchici. La mozione di fiducia venne approvata con 315 voti a favore, 215 contrari e 44 astensioni.

Attenzione però. Dopo il 1921 arrivò il 1922 e la marcia su Roma.

C’è puzza di fascismo in giro.

Amen.

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