Trump pensa alle elezioni di novembre. Ma non è che negli Usa gli elettori conservatori si comporteranno come le donne italiane che dissero no al referendum per l’abrograzione della conquista della maternità consapevole? – Di Mariagrazia Enardu

Un aborto è sempre il fallimento di qualcosa e ora, con Trump, ci si avvia a provocare il collasso di finanziamenti ad associazioni che si occupano di aborto e di tutto il resto, soprattutto. Luoghi dove si va per evitare un aborto, innanzitutto, e dove si ricevono informazioni su contraccezione, salute della donna, anche test su tumori. Con fondi in buona parte statali che Trump vuole tagliare, in obbedienza alla sua base evangelica. Ma dividere quelle associazioni tra “buone” e “cattive” ovvero i luoghi dove si fanno solo aborti è pericoloso. Chi passerà quella porta, ammesso che la trovi aperta, sarà esposta e maledetta, e questo vuol dire anche una fucilata, come è accaduto in passato a personale medico. E poi c’è il rischio che le associazioni “buone” non possano nemmeno parlare di aborto, nel contesto di ogni singolo, personale, doloroso caso, nemmeno quando poi prevalga una scelta diversa.

Ancora una volta Trump impone una visione manichea e, per una volta, ci chiediamo se e come possa cambiare idea. Cosa che fa spesso, di solito per proteggere affari o amici, quando qualcuno gli spiega meglio cosa vuol dire, esattamente. Ma la pianificazione familiare, nei suoi aspetti semplici o difficili, non pare tema per lui.

Forse qualcuno gli ha detto che la base elettorale va consolidata prima delle elezioni midterm di novembre. Ma questo è un tema che fa fuggire molti elettori ed elettrici conservatori, rimarrebbero quelli che vanno definiti in un solo modo – fondamentalisti.

 

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