Oggi Bartali ci regala ancora una cosa bellissima – di Giancarlo Santalmassi

È straordinario l’avvenimento che comincerà tra poco. Parte il Giro d’Italia e lo fa da Gerusalemme. Il perché dovrebbe essere noto ai più ma converrà ripeterlo. È il modo piu nobile per ricordare un nobile sportivo: Gino Bartali. Quello che ha fatto non l’ha saputo mai nessuno (e questo oggi al tempo dei cosiddetti “socialmedia” è incredibile,  impossibile).

Gino Bartali usava la bicicletta in due modi: il primo per salvare l’Italia. Memorabile la sua vittoria al tour de France che il 14 luglio del 48 risparmiò all’Italia la rivolta dei comunisti italiani (alleati coi socialisti nel fronte popolare, avevano appena perso le elezioni del 1948 con la clamorosa vittoria della Dc che avendo la maggioranza relativa delle schede elettorali raggiungeva la maggioranza assoluta in parlamento) per i colpi di rivoltella che un qualunquista ante litteram come il giovane Antonio Pallante esplose contro il leader comunista. Che attraverso i microfoni della rai incitò responsabilmente alla calma. Ma il motivo che fece mettere in un canto reazioni che potevano essere letali in quel momento, fu proprio la vittoria del Ginaccio al tour che “ai francesi le balle ancor gli girano” come canta l’avvocato Conte.

Il secondo modo, per salvare gli ebrei.

Portava nei tubi del telaio della bicicletta i documenti falsi per salvare ebrei dai nazisti. Ne salvò ottocento dalla Gestapo.

Oggi Gino Bartali diventa cittadino israeliano, entra nel giardino dei giusti.

La cosa incredibile è che il segreto è durato per tutta la sua vita. Non una parola. Non un vanto.

Oh quantum diversus da questi cialtroni di oggi……

Grazie Gino!

Ps: sempre sulla diversità: nella politica di oggi (e non solo nello sport) è immaginabile che l’altro grande campione Fausto Coppi in salita, su uno Stelvio sassi e terra, passi la propria borraccia al rivale immenso come lui?

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