Il diritto delle donne ad autogestire la maternità ha 40 anni – di Giancarlo Santalmassi

Linda Laura Sabbadini

Quarant’anni fa veniva varata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, sull’onda della mobilitazione di migliaia di donne negli Anni Settanta. Da allora si sono ridotte a zero le morti delle donne sotto i ferri da calza delle mammane, gli aborti sono più che dimezzati e l’Italia insieme a Germania e Svizzera è tra i Paesi con il tasso di interruzione di gravidanza più basso. Il ricorso all’aborto è diminuito per tutte le età ma soprattutto tra le giovani, e in tutte le zone del Paese. Poche sono le minorenni che vi ricorrono, il 3%. Una questione fondamentale deve essere risolta. La percentuale di medici in obiezione di coscienza ha raggiunto il 70%. Il numero di medici deve essere ampliato laddove l’obiezione di coscienza rende difficile accedere al servizio. Le donne non possono pagare le conseguenze della scelta dei medici e neanche i medici non obiettori.

I risultati sono comunque positivi. Testimoniano che si è sviluppata la coscienza femminile e che le donne non utilizzano l’aborto come strumento di controllo delle nascite. E ciò è tanto più significativo se si considera il depotenziamento sistematico dei consultori istituiti per legge nel 1975. Se ne deve fare una ragione chi ogni tanto rialza la testa con la pretesa di modificare in senso restrittivo la legge. Indietro non si torna, le donne reagiscono con appelli e mobilitazioni. Anzi, la sfida da lanciare è quella di andare ulteriormente avanti. Sì avanti, per la libertà femminile. Deve essere garantito il diritto delle donne ad avere figli quando lo desiderano e a non averne quando non lo desiderano. È su tutti e due questi fronti che bisogna agire con determinazione. Per garantire che il desiderio di avere un figlio possa essere realizzato è necessario investire in politiche sociali e di conciliazione adeguate . Per garantire la libertà femminile di non avere figli in certe fasi della vita, o sempre , e vivere la propria sessualità in serenità, è necessario agire sul fronte della contraccezione. 

Decine di migliaia di firme sono state raccolte dal Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole. I contraccettivi sono troppo costosi. Le donne devono poter accedere a metodi contraccettivi semplici, senza effetti collaterali, meno costosi e reversibili, che oggi sono molto più avanzati rispetto al passato. L’Oms sostiene che la gratuità è fondamentale per esercitare il diritto alla procreazione responsabile. Il nostro Paese è rimasto indietro su questo terreno, la rivoluzione contraccettiva, cioè il passaggio da contraccettivi tradizionali a quelli moderni è in ritardo di 45 anni. Il 20% delle donne ancora utilizza il coito interrotto, in 20 anni il suo uso è diminuito solo di 2 punti percentuali e l’uso della pillola è cresciuto di soli 4 punti. L’informazione sessuale deve svilupparsi anche nelle scuole e i consultori devono essere rilanciati. Solo così faremo un ulteriore balzo in avanti per ridurre il ricorso all’aborto.

La Stampa.

 

Ndr: Linda Laura Sabatini è una delle piu preparate studiose di statistica che abbia l’Italia.

Un commento a Il diritto delle donne ad autogestire la maternità ha 40 anni – di Giancarlo Santalmassi

  1. laura f 20 maggio 2018 at 21:07 #

    Come non avere un moto di ribellione, quando si constatano i rigurgiti degli anti-abortisti che ancora propongono le loro argomentazioni medievali (non ultimo, solo qualche giorno fa, il manifesto sul presunto feminicidio legato alla interruzione di gravidanza)? e ci sorprendiamo di quanto accade in Arabia Saudita?

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