C’è il Giro numero 101 e poi l’altra faccia di Netaniahu – di Giancarlo Santalmassi

Innanzitutto si sa da anni di quel che Bartali aveva fatto e quindi il riconoscimento di Giusto è un po’ tardivo. Bisognerebbe sapere di più delle politiche dello Yad Vashem, e su eventuali interazioni tra Yad Vashem e governo.

La faccenda della cittadinanza è controversa. Per quel che se ne sa non ci sono state cittadinanze date ad altri Giusti. Nemmeno a  Schindler, quello della famosa lista. La cittadinanza perciò può essere una manovrina politica di Bibi e suoi sostenitori, la ciliegina sulla torta di un Giro che forse non doveva andare in Israele e soprattutto non doveva occupare la scena di Gerusalemme. Va ricordato che in un  primo tempo era stato detto che si partiva da Gerusalemme Ovest. Poi hanno tolto la parola ovest perché il governo aveva avuto aspramente da ridire, che la città è unica e indivisibile. Quindi si può intuire che gli Israelinani hanno strumentalizzato un bel po’ sia Bartali che il Giro. Il Giro lo ha fatto per una colossale sponsorship, Netaniahu  ha pagato milioni di euro. Ginettaccio pedalava con il cuore e forse oggi gradisce meno, non l’essere Giusto, ma il diventare cittadino.

Che poi è uno schiaffo a quanti (ebrei compresi!) si trovano intrappolati in una legge di cittadinanza che è apparentemente larga cha ma che si restringe giorno dopo giorno.

Giancarlo Santalmassi

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