A proposito di media e picchi di povertà e Meridione rimasto senza benzina – di Davide Tabarelli*

Ieri la Exxonmobil ha reso noto che venderà la raffineria di Augusta, vicino a Siracusa, alla Sonatrach, società di stato dell’Algeria. La ExxonMobil, per anni la prima società industriale degli Stati Uniti, la prima delle compagnie petrolifere al mondo per innovazione, oltre che per capacità di fare utile, esce sostanzialmente dall’Italia.

La ragione fondamentale che ha spinto la società a vendere è la decisione della procura di Siracusa della scorsa estate di sequestrare l’impianto per inquinamento ambientale. Non è ancora chiaro ora se sia o no dissequestrata, anche se lavora. Ad Augusta c’è un’altra raffineria, venduta nel 2008 dalla Erg alla russa Lukoil. Anche loro se potessero se ne andrebbero.

Siracusa, grazie alle due raffinerie e all’indotto impiega 7000 addetti, tutti ad alta produttività. La raffineria esporta prodotti ad alto valore aggiunto in tutto il mondo: il fatturato nel 2016 è stato intorno a 3 miliardi di €. Siracusa è il più grande polo industriale del Sud e uno dei più grandi d’Europa.

Poi speriamo che la Sonatrach voglia tenere in piedi l’impianto, come ha fatto il Kuwait a Milazzo.

Ovviamente avranno motivo di gioire coloro che pensano che gli “orrori di Augusta e Priolo debbano essere risanati attraverso la chiusura, come a Taranto con l’Ilva”.

Che non si parli dell’impossibilità di fare industria al Sud per questioni di regolazione ambientale è assurdo e di questo siamo tutti responsabili.

Chi ci perde è l’Italia, ma è soprattutto il Sud.

* Presidente di Nomisma Energia

Un commento a A proposito di media e picchi di povertà e Meridione rimasto senza benzina – di Davide Tabarelli*

  1. andrea dolci 10 maggio 2018 at 11:42 #

    Il modello proposto mi sembra chiaro: chiudere tutto e dare il reddito di cittadinanza sotto forma di lavoro per le fantomatiche bonifiche pagate ovviamente da Pantalone.
    Conosco molto bene le vicende ILVA e mi sono letto per bene le perizie (tutte) e ho trovato nell’azione giudiziaria una perfetta comunanza con le vicende Di Bella e Vannoni.

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