Va bene la pubblica utilità: ma come la mettiamo se questa presume almeno la buona educazione? – di Giancarlo Santalmassi

C’è un’ottima iniziativa nelle nostre città. A Roma stanno prendendo piede le bici gialle che si sbloccano – o bloccabo – con una ‘app’, dopo aver pagato un abbonamento. Le prendi, le adoperi e poi le puoi lasciare dove vuoi. Il risultato? Le trovi dappertutto: sulle strisce pedonali, sui marciapiedi, sui passi carrai. Ho visto uno stallo per disabili reso impraticabile dalle bici gialle. Se parlate con un vigile urbano a Roma ti rispondono: “Non sappiamo come fare. Chi multiamo?’’ In effetti non siamo in Svizzera dove anche le bici hanno una targhetta che le identifica coi proprietari. Ma in mancanza di questo non ci sarà una convenzione col comune attraverso la quale individuare la società esercente il servizio cui rivolgersi anche per eventuali multe?

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