Nella nebbia di Malta, patria del riciclaggio, brilla la luce di Monica Caruana – di Giancarlo Santalmassi

Arrestato negli Stati Uniti l’uomo che la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, assassinata lo scorso ottobre con un’autobomba, aveva più volte messo sotto accusa nei suoi articoli. Ali Sadr Hasheminejad, iraniano con passaporto di St.Kitts e presidente della Pilatus Bank –  istituto di credito con sede a Londra di proprietà iraniana – è stato fermato a Dulles, Virigina con l’accusa di aver aggirato le sanzioni all’Iran facendo passare 115 milioni di dollari attraverso le banche americane grazie a un contratto di costruzioni firmato col Venezuela nel 2005.

Nei suoi articoli Galizia aveva messo in luce l’intricata vicenda dei MaltaFiles l’inchiesta internazionale che indicava Malta come “lo Stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l’evasione fiscale nell’Unione europea”. Politico l’aveva inserita nella lista delle “28 personalità che agitano l’Europa” per aver scoperchiato lo scandalo che arrivava a coinvolgeva, tra gli altri, anche la moglie del premier maletese Joseph Muscat. La filiale maltese della Pilatus Bank, secondo la giornalista uccisa, era il terminale di questi immensi flussi di denaro.

Intanto ieri una delle fonti chiave della Galizia, la russa Maria Efimova che aveva lavorato alla filiale maltese di Pilatus Bank, è stata fermata ad Atene, in seguito a un mandato internazionale di arresto della giustizia maltese: per una risibile e asserita accusa di appropriazione indebita pari a soli 2 mila euro. Dopo l’omicidio la Efimova è diventata testimone chiave dell’indagine aperta dalle autorità dell’Unione Europea.

Lo scorso dicembre ha infatti deposto di fronte alla Commissione del Parlamento europeo incaricata di verificare il rispetto delle regole proprie dello Stato di diritto a Malta e ha consegnato alla Banca Centrale Europea una serie di documenti che confermerebbero la sistematica violazione delle norme antiriciclaggio da parte della Pilatus Bank, accuse sempre respinte da quest’ultima.
Negli Stati Uniti, Sadr, che oggi dovrebbe apparire davanti al tribunale di Manhattan, a New York, fronteggia sei capi d’accusa: che vanno dalla frode ai danni del sistema fiscale americano alla cospirazione. Fino alla violazione dell’International Emergency Economic Powers Act, ovvero della sicurezza nazionale

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