Come aveva ragione Vanni Sartori – di Giancarlo Santalmassi

La democrazia è il più difficile di tutti i sistemi di governo. I dispotismi, le dittature sono facili da gestire: comandano con la forza. Le democrazie devono invece essere consentite (del dèmos). Per di più, sono macchine complicate perché il cosiddetto potere del popolo si sviluppa, per esteso, nella formula “potere del popolo sul popolo”.
Vengo al nocciolo del mio argomento, che puntualizzerei così. La democrazia come insieme di strutture è, o può essere, una macchina che funziona. Chi non funziona sono i macchinisti, a tutti i livelli: da quello dei capi-macchina (i governanti) a quello dei mini-macchinisti (il popolo, i governati). Non è vero (di fatto) che il popolo abbia sempre ragione.
Spesso ha torto. Il principio della democrazia è che ha (il popolo, s’intende) il diritto di sbagliare. Ma se sbaglia troppo e troppo spesso, allora la democrazia è nei guai. Guai che sono oggi aggravati dalla incompetenza dei competenti. La democrazia doveva essere una ideocrazia e, come tale, deve essere capita. Invece è sempre più una repubblica di asini raglianti. E una democrazia spiegata e guidata da asini raglianti non può funzionare. Per ora, siamo salvati dal principio di legittimità. Ma fino a quando?

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