Sessant’anni dalla legge Merlin: radiografia di un paese e delle sue donne – di Giancarlo Santalmassi – 5

16-5-5

Senatrice Lina Merlin

Senato della Repubblica.

Sono una ragazza di 28 anni, sono senza padre, in casa siamo in otto componenti, quattro grandi tutti disoccupati e quattro bimbi. ò fatto domanda al Sanatorio di F. e da […]. Per ora […] non assume personale e per il Sanatorio ci vogliono le carte pulite, le quali queste non le tengo. Essendo disoccupata dal 1943 e avendo una bimba di nove (9) anni a carico, sono caduta anch’io in quel fango, ho dovuto vendere la mia carne. Ora, già da due anni male non ne faccio più, però lavoro per me non ce n’è. Debbo ancora cadere su quel fango? Debbo insegnare a mia figlia un domani fare male, perché a sua madre non le danno lavoro? Anch’io voglio redimermi, anch’io voglio essere all’altezza di tutte le ragazze e se lavoro non me lo danno cosa debbo fare?
Andare in casa di tolleranza, questo passo non voglio farlo. Quindi mi rivolgo a Lei se può fare qualche cosa, almeno darmi una via d’uscita. Con la speranza di essere ascoltata.
Ossequi.

seguono cognome, nome e indirizzo

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