Per Mastro Ciliegia del Foglio è l’ora del medico di cittadinanza – di Maurizio Crippa

Siccome è sabato, e abbiamo avuto tutti una settimana difficile, compreso Giggino Di Maio che continua a ricevere endorsement di quelli da toccarsi, tipo qualche vescovo e persino l’angelo dell’Apocalisse Cacciari, vi lasciamo con una notizia che fa buonumore. O almeno dà speranza nel buon proseguimento delle magnifiche sorti occidentali. Viene dal Canada. Dove settecento medici e specialisti del sistema pubblico hanno rifiutato un aumento di stipendio. Anzi hanno proprio firmato una petizione di protesta. La casta che si taglia da sola, un sogno. Il governo del Québec aveva pensato bene di premiarli, di solito non è una cattiva notizia. Ma siccome lì non hanno ancora, beati loro, un ministro dell’Economia
come Andrea Roventini, che “ha l’età di Macron ma già scrive con un premio Nobel” (Di Maio dixit), hanno pensato bene di dare con- testualmente un’aggiustata ai conti e hanno fatto dei tagli, con probabile sovraccarico del lavoro degli infermieri. I coscienziosi medici si rifiutano: “Questi aumenti sono ancora più scioccanti perché infermiere, impiegati e altri professionisti affrontano condizioni di lavoro molto difficili, mentre i nostri pazienti vivono con la mancanza di accesso ai servizi richiesti a causa dei drastici tagli”. Vogliono che i loro soldi vadano a migliorare le prestazioni. Bellissimo no? E poi è anche una bella idea da importare. Dopo aver sbrigato le code ai Caf pugliesi per la richiesta del reddito di cittadinanza, i Cinque stelle potrebbero lanciare un’altra idea vincente: il medico di cittadinanza.

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