Moro quarant’anni dopo: briciole di memoria – di Giancarlo Santalmassi

Avendolo vissuto in diretta (letteralmente: in studio, una diretta TV che fu ripresa nel film “Buongiorno notte, di Marco Bellocchio) non ho voluto rivedere nulla: mi ha bruciato troppo sulla pelle e quel che ho razionalizzato l’ho già scritto su questo sito. Gli Stati Uniti si saranno pure opposti alla trattativa per la liberazione di Moro, ma il giorno che le br sequestrarono il gen Dozier diedero il loro via alla fine dei quattro assassini e cialtroni che hanno paralizzato un’Italia inerte oltre che inerme. Dico cialtroni perché essendo un grande amico di Fernando Masone allora capo della polizia, ottenni di guardare le foto di tutto quello che si trovava nei loro covi. Non un libro non un saggio: giornalacci pseudo porno e fumettacci di serie b. C’era l’idea di farci un micro saggio antropologico che mi fu sconsigliato sempre da Masone di rendere pubblico. A Catanzaro al processo di piazza Fontana (Freda e Giannettini) trovavo sotto la porta della camera da letto le minacce dei fascisti e a Roma sotto il tergicristallo dell’auto le minacce delle Br. Quando fu assassinato il giudice Alessandrini, in un covo fu trovata una sua foto: scattata mentre lo intervistavo da Catanzaro su un altro grave fatto: il sequestro del figlio di De Martino. Come vedete il paese non era ben ridotto e la foto che più circolava era quella dell’assassinio in una discarica del fratello del pentito Patrizio Peci, Roberto Peci. Ricordate il grande dibattito del giornalismo nostrano sul se pubblicarla o meno (ripetutosi nel caso D’Urso)? La foto non si pubblicò. Ma qualcuno che non pubblicò non resistette a farne una descrizione così realistica da essere più dannosa della pubblicazione vera e propria dell’immagine.

gcs

4 Commenti a Moro quarant’anni dopo: briciole di memoria – di Giancarlo Santalmassi

  1. Antonio 17 marzo 2018 at 18:56 #

    Io l’ho rivisto recentemente “Buongiorno notte” prestatomi da un’amica americana. Ho spesso pensato che una lotta armata contro il sistema potrebbe essere una risposta, e non ho mai capito come diavolo pensassero di combattere il sistema colpendo sempre le persone sbagliate.
    È stato detto che le BR erano dal sistema stesso pilotate al fine di eliminare chi dava fastidio. Non saprei, forse solo cialtroni come dici tu.

  2. claudio.oriente 18 marzo 2018 at 14:53 #

    Di sicuro si può affermare che erano cialtroni paranoici assassini. Sul resto possiamo fare delle ipotesi, non avendo certezze. Mi sono rimaste impresse le immagini tv degli anni di piombo, che oggi non ho il coraggio di rivedere. Ritengo che certe interviste televisive, rilasciate recentemente da terroristi, siano discutibili.

    Distinti saluti.

  3. andrea dolci 18 marzo 2018 at 19:55 #

    Credo che tutta la loro storia post terroristica ci parli di personaggi mediocri, più furbi che intelligenti e con quel pizzico di arroganza tipica di chi ha avuto i propri cinque minuti di notorietà.
    In fondo, dove sta scritto che i terroristi non dovessero incarnare anche loro tutti i difetti dell’italiano medio ?

  4. claudio.oriente 19 marzo 2018 at 10:18 #

    Egregio Signor Dolci, sicuramente anche i terroristi, hanno i difetti dell’italiano medio, ma uccidere e inaccettabile.

    Distinti saluti.

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