Donne, tocca a voi……..di Giancarlo Santalmassi

Oggi, 8 marzo, meglio rinunciare alle mimose. Innanzitutto perché non ci sono: le nevicate fino alla scorsa settimana e le piogge violente fino ad oggi ne hanno impedito la fioritura (e poi, se vi ricordate non profumano nemmeno, anzi).
Poi perché è ora di smetterla di prendere il gesto di un giorno come assolutorio per una esistenza maleducata, vessatoria, e spesso (purtroppo) omicida.
Allora? Parafrasando l’intervento di Frances McDormand alla cerimonia degli Oscar (momento di luccichio di un cinema sporcato dal caso delle molestie esploso con Weinstein) diciamo anche noi:
«Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa stasera. Invitateci piuttosto nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: ‘INCLUSION RIDER’ ».
“Inclusion rider” è una clausola, nota agli addetti ai lavori del cinema, che gli attori possono scegliere di inserire nei loro contratti per avere la garanzia che la troupe e il cast del film per cui hanno firmato il contratto rispetti un certo livello di inclusività. È una clausola fatta per garantire la presenza di donne, neri e altre persone solitamente sottorappresentate.
Una clausola simile alla società italiana farebbe solo bene: prenderebbe atto che realtà già consolidate (siamo il terzo paese europeo per imprenditoria femminile) possono permeare trasversalmente tutta la nostra società. A cominciare dalla parità salariale: se il lavoro fatto da una donna è migliore nel risultato conseguito da un uomo, è comunque pagato meno.

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