Domenica di voto: c’è aria di ‘48 – di Giancarlo Santalmassi

……ma in positivo.

Ho appena votato. In una sezione del centro storico di Roma. In genere si dice è un ‘48” per dire che c’è un gran caos. L’origine di questa frase furono infatti gli eventi rivoluzionari che si intrecciarono proprio nel 1848 cristallizzatisi fino a diventare l’archetipo – anche verbale – di un evento confusionaria ma nello stesso tempo decisivo. In quell’anno, infatti, «una violenta tempesta rivoluzionaria si abbattè sull’Europa»: la caratteristica nuova e sconvolgente fu la sincronia degli episodi e la vastità delle aree geografiche interessate. In Italia, accadde che proprio dagli eventi del ’48 scaturì quella carta costituzionale che sarebbe rimasta in vigore per quasi cento anni: lo Statuto Albertino, promulgato nel Regno di Sardegna il 4 marzo da Carlo Alberto di Savoia, poi esteso nel 1861 al nuovo Regno d’Italia eche rimase formalmente in vigore fino al 1946. Ma quale fu l’origine di quel ’48 italiano, di questa rivoluzione che produsse lo scheletro costituzionale su cui l’Italia si resse fin dopo la caduta del fascismo? Fu un’origine tutt’altro che epica; fu, anzi, quasi banale. (Cfr: M. Rapport, ‘1848. L’anno della Rivoluzione’j. Il 1° gennaio del 1848, infatti, a Milano andò in scena quella «che fu forse la prima concertata campagna antifumo della storia contemporanea»: i nobili e i borghesi di questa città, che ormai di austriaco aveva solo la tassazione, decisero di contestare il governo di Vienna attraverso il boicottaggio del tabacco.

Ricordo un altro ‘48, quello del 1948, le famose elezioni del 18 aprile, in cui la DC ebbe la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta dei seggi (e senza legge truffa o maggioritaria). Lunghissime file ai seggi, scale con elettori pazientemente in attesa.

Oggi, nell’attesa, tutti a commentare la sorprendente affluenza in crescita di 3 punti rispetto alle precedenti votazioni. E questo si deve al fatto che dopo tre presidenti del consiglio non eletti….,finalmente saniamo questa anomalia grave?

L’altra notazione che facevo nell’attesa (mediamente due ore) era l’invecchiamento della popolazione. Il centro storico si sa, è il loro naturale habitat. Ma l’Italia è un paese vecchio e vederlo concentrato fa impressione.

La questione demografica è già una questione democratica. Vedremo domattina tra l’ultraottantenne Berlusconi e il virgulto Di Majo.

Commenti chiusi.
I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.